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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 376 del 24 settembre 2002 (1961) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Peter Gabriel - UP
Peter Gabriel - UP

Dopo dieci anni di attesa ecco finalmente il nuovo disco in studio di Peter Gabriel.dal titolo essenziale (UP), come d'altronde i precedenti US e SO.

Se a lui sono occorsi tutti questi anni per incidere 130 canzoni e sceglierne poi 10 da rifinire e pubblicare, concediamoci anche noi un po' di tempo per dare un giudizio definitivo.

Comunque, dopo quattro o cinque ascolti, posso già darvi qualche indicazione.

Intanto il disco, a mio giudizio, è bellissimo.

Contornato da una schiera di musicisti (tra cui Steve Gadd alla batteria e Tony Levin al basso) Gabriel ha realizzato un disco calibrato e omnicomprensivo di tutte le sue esperienze precedenti.

I ritmi (che sono sempre stati una delle sue ossessioni) non sono mai prevaricanti e concorrono alle atmosfere in maniera non ossessiva; fa eccezione il primo brano, Darkness, in cui la base rimica incalzante e la stessa struttura del brano ne fanno un magnetico mix tra King Crimson e Genesis e non nasconde le influenze che Fripp ha lasciato su Gabriel.

A proposito di Genesis ... mai album di Peter Gabriel mi ha ricordato così tanto i suoi ex Genesis.

Growin Up è un classico Gabriel con suoni spaziali e ritmo.

Peter Gabiel

Sky Blue presenta alle chitarre Rhodes, David Lanoise e Peter Green, all'organo Hammond David Sancious e i Blind Boys of Alabama ai cori. Qui vi shokkerò con un paragone che i più giudicheranno blasfemo e che mi porterà al linciaggio sulla pubblica piazza: questo bellissimo lento sembra un brano di Zucchero e anche lo stesso Gabriel ricorda il nostro tanto odiato e vituperato cantautore in alcune inflessioni vocali. Dato che vi assicuro, non sono impazzito, o Gabriel si è rincoglionito (cosa che non mi sembra proprio) oppure Zucchero non è così disgustoso come molti sembrano giudicarlo. Forse, al di là delle antipatie che suscita (nel pubblico e nella critica) sul piano personale, artisticamente è molto più bravo di quanto non si voglia ammettere.

Ascoltate e meditate!

No Way Out è un altro brano lento e riflessivo così come lo è I Greve: un pezzo alla Genesis, arioso con Shankar al violino

In The Barry Williams Show (canzone che mi piace moltissimo) sembra di ascoltare i Beach Boys che accompagnano Prince interpretati dai Genesis di Trick of the Tail.

My Head Sounds Like That ricorda le atmosfere e i suoni che Brian Wilson creò per Pets Sounds, mentre More Than This si può collocare tra Genesis e David Bowie.

Signal to Noise è un brano di grande atmosfera con la London Session Orchestra che sembra un mellotron (che comunque è presente); Genesis etnici grazie all'intervento dello scomparso Nusrat Fateh Ali Khan. Bellissimo!

The Drop chiude l'album: un brano notturno ed essenziale con il solo Gabriel al pianoforte Bosendorfer.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 24/09/2002 (376)

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