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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 3877 del 13 febbraio 2006 (2012) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Twist & Shout!
Twist & Shout!
La musica dei Beatles ha cambiato il mondo in meno di 10 anni, e per i restanti 35 è stata oggetto di discussioni, studi, dibattiti, film, tesi di Laurea e, da qualche tempo, è entrata anche nella didattica scolastica.
 
Una associazione specializzata in spettacoli didattici per le scuole è la Palkettostage: preparati, organizzati, bravissimi ed instancabili, girano l’Italia con una serie di spettacoli recitati in lingua inglese e francese.
 
Tra questi, c’è “Twist & Shout!”, portato in scena per due spettacoli consecutivi Sabato 11 Febbraio al Teatro Fraschini di Pavia.
“Twist & Shout!” , per la regia di Fraser Grant, è una sorta di spettacolo-concerto, l’evocazione di una oramai consolidata leggenda: i Beatles.
 
Non solo la musica dei quattro ragazzi di Liverpool diventa protagonista, ma anche il loro profilo personale: dalla prima formazione della band alla loro ascesa musicale e mediatica, sullo sfondo appena accennato di un epoca storica tra le più turbolente del dopoguerra.
Pur avendo già visto lo spettacolo sei o sette anni fa, al Teatro Carcano di Milano, sono tornato a vederlo anche a Pavia.
 
Twist & Shout!In questa nuova versione di “Twist & Shout!”, Lo spettacolo racconta la celebre band attraverso l’esecuzione delle più indimenticabili canzoni in versione “live” (gli attori cantano su basi pre-registrate da loro), i Beatles rivivono così sulla scena, mettendo in luce quegli aspetti psicologici e relazionali che forse, seppur di fondamentale importanza per l’evoluzione della band, sono meno conosciuti dal grande pubblico.
 
L’azione scenica è arricchita da piccole coreografie e divertentissime gags con l’ulteriore apporto tecnico e tecnologico di un mega-schermo su cui documenti originali sulla band si alternano a riprese che gli attori proiettano in diretta con l’uso di una telecamera. La regia è curata (le imprecisioni sono minime, e rilevabili solo da “maniaci” quale io sono) e spigliata, le luci sono perfette e le scene molto curate; peccato che gli strumenti originali usati nello spettacolo siano stati rubati a Caserta e, una volta arrivati a Pavia, siano stati sostituiti con quelli trovati all’ultimo momento.
 
In questi anni il cast ha subìto vari cambiamenti e gli attuali interpreti sono veramente bravissimi: Steve Clacker, Simon Brignull, Ed Glass, Richard Hollis, Bill Knight e Mark Rossi si sono perfettamente calati nelle parti. Ringo riesce ad essere discreto e simpatico, Paul è un po’ “sopra le righe” ma convincente, Harrison da figura di secondo piano riacquista il suo giusto spessore sottolineando le capacità tecniche, il corrosivo spirito inglese e la lucida capacità critica. Ma è Il Lennon dello spettacolo, che risulta più impressionante per come si muove e parla.
 
Dopo una trionfale esecuzione finale di All You Need is Love, gli attori tornano sul palco per una commovente Imagine e poi restano lì, a luci accese, a disposizione del pubblico dei ragazzi, per rispondere alle domande…ma il tutto rigorosamente in inglese.
 
Gran bello spettacolo.
 
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 13/02/2006 (3877)

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