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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 401 del 15 ottobre 2001 (1945) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lucio Dalla - Luna Matana
Lucio Dalla - Luna Matana

Esce in questi giorni il nuovo album di Lucio Dalla "Luna Matana", a due anni di distanza da "Ciao" e dopo una serie di concerti che l'hanno visto interagire anche con un'intera orchestra. Il suo volersi porre fuori dagli schemi (più intenzionale che reale), il non voler essere rinchiuso in classificazioni di genere, lo porta molto spesso a perdere il dono della semplicità. In effetti la caratteristica che appare evidente ad un primo ascolto del disco è la rinondanza degli arrangiamenti musicali.

C'è un eccesso di tastiere e di orchestrazioni che appiattiscono il sound dell'album rendendolo un po' troppo anni '80.

Anche i testi, nella ricerca di originalità e nella smania di raccontare storie compiute lo portano ad un'involuzione letteraria che tende ad influire sulla cantabilità delle canzoni.

Lucio Dalla

Se l'iniziale Chi Sarò Io è una specie di Ouverture che dovrebbe introdurre le atmosfere del disco ma che resta un puro esercizio melodico, Siciliano, il primo singolo tratto dall'album, è forse uno dei brani migliori e sintetici; il fatto che Carmen Consoli partecipi alla registrazione è assolutamente ininfluente.

Zingaro è un brano Gipsykinghiano, interpretato in coppia con un artista di strada (tale Joseph Fargier). Un brano furbetto che ammicca all'etnico senza troppo concedergli e Kamikaze è una canzone dal titolo "imbarazzante" in questo momento (visti gli ultimi tragici avvenimenti di N.Y.), ma è un puro caso ed il testo (una storia d'amore) smentisce ogni riferimento e la buona fede della casualità. In compenso l'involuzione della linea melodica lo rende privo di mordente e l'assolo di chitarra di Gianluca Grignani non contribuisce a renderlo più interessante.

Serial Killer è sicuramente uno dei brani più riusciti vuoi per il testo (la violenza inutile che si scatena nelle nuove generazioni dalla contrapposizione tra padri e figli) vuoi per ritmo (già più volte usato da Dalla) che rende il brano scorrevole e gli dona quel mordente che in altri brani manca.

Lucio Dalla

La Strada e la Stella, Domenico Sputo e Anni Luce ricordano altre canzoni di Dalla mentre Baggio-Baggio è l'altro gioiello del disco: testo riuscito ed arrangiamento calibrato, un buon lavoro di chitarra di Portera, linea melodica facile (ma non scontata) ed ottima interpretazione del nostro Lucio.

Notte Americana, scritta a due mani con Mariella Nava sarebbe anche una bella canzone se non fosse appesantita da un suono di rullante industriale ormai abusato e da un arrangiamento eccessivamente pomposo e carico di echi.

Il disco chiude con Agnese Dellecocomere. E' un piccolo gioiello di semplicità e di sincerità; uno spiraglio di emozioni autobiografiche. Una canzone in cui Lucio si lascia andare al ricordo di semplici emozioni, lasciando scoperto il suo lato più romantico e una soppressa nostalgia per l'infanzia. Ad aiutarlo in questa sommessa confessione c'è Ron, antico compagno di avventure musicali...

In conclusione il disco è meglio dell'ultimo ma non è ancora una "pietra miliare" della produzione di Dalla.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 15/10/2001 (401)

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