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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4122 del 10 aprile 2006 (2402) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Addio Gene Pitney
Addio Gene Pitney
Gene Pitney, 65enne star degli anni Sessanta, è stato trovato morto in una stanza d'albergo a Cardiff, in Galles, dove era in tournée. Pare che sia stato colto da un malore, come ha reso noto il suo agente.
 
Non so quante persone si ricorderanno ancora di questo cantante americano. Aveva una voce strana, con un timbro inconfondibile che poteva apparire quasi stridulo, ma con una potenza eccezionale. Qualche anno fa, mi capitò di rivedelo ospite in una trasmissione di Paolo Limiti e, sebbene i capelli fossero completamente grigi, la voce non aveva perso nulla in potenza e grinta.
 
Celebre negli anni Sessanta, aveva conosciuto un revival negli anni Novanta grazie a un duetto con Marc Almond ("Something's Gotten Hold of My Heart", giunto al numero uno delle classifiche britanniche).
Pitney era ancora attivissimo dal vivo ed era impegnato in un tour di 23 date nel Regno Unito. I suoi brani erano stati interpretati con successo dal altri artisti della sua generazione, come Ricky Nelson e gli Everly Brothers che incisero "Hello Mary Lou", mentre Roy Orbison interpretò "Today's Teardrops".
Nato a Hartford (Connecticut) il 17 febbraio 1941, Pitney iniziò la carriera come autore di canzoni e di colonne sonore. Fra i suoi più grandi successi "Town Without Pity" del 1962.
(La città spietata), ma la sua più bella canzone resta “Un soldino per il Juke Box” cover di “If I Didn't Have a Dime”.
 
Burt Bacharach fu il primo che scrisse per lui, il suo editore, Oldham, era lo stesso dei Rolling Stones, e Pitney incise la loro “That Girl Belongs to Yesterday”, con Phil Spector. In quello stesso anno, lo chiamarono al Festival di Sanremo: “E se domani”, (successo di Mina) con Fausto Cigliano nel '64, “Quando vedrai la mia ragazza” con Little Tony; nel ‘65 con Nicola Di Bari (“Amici Miei”) e Iva Zanicchi (“I tuoi anni più belli”); nel '66 “Nessuno mi può giudicare” con Caterina Caselli; nel '67 “La Rivoluzione” con Gianni Pettenati.
 
Quante volte ho ascoltato la sua voce uscire dagli altoparlanti dell’autoscontro in Fiera!
Addio Gene, sei comunque entrato nei ricordi di un’intera generazione.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 10/04/2006 (4122)

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