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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 4168 del 26 aprile 2006 (1744) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I bambini malati di Bukavu
I bambini malati di Bukavu
Per qualche settimana ha lasciato la sua amata terra africana: suor Lucia Sabbadin è tornata in Italia, per le feste pasquali.
 
Anzitutto per ringraziare del lavoro svolto sin qui da tutti i membri della onlus S.O.S. Ospedale Bukavu, sorta quattro anni fa a Lungavilla.
Poi per indicare i nuovi obiettivi: dopo la realizzazione del Centro Nutrizionale ed aver assicurato il pasto quotidiano ai piccoli ospiti e alle loro mamme per i prossimi mesi, infatti, c’è una nuova emergenza da affrontare nel cuore del Congo, il diabete, tra le cause principali di morte, sin dalla più tenera età.
 
Il medico chirurgo, appartenente all’ordine delle religiose di Santa Dorotea, da anni impegnata con Don Alfredo Ferrari a ridare speranza alla popolazione di Bukavu, caldeggia fortemente l’adozione a distanza di questi bimbi diabetici. E chiede alle case farmaceutiche e agli ospedali italiani la possibilità di inviare strisce anche in scadenza per controllare ai malati la glicemia.
 
Come sarebbe bello se le scolaresche d’Italia si gemellassero idealmente con quelle del Congo adottando i loro fratellini meno fortunati. E che nei nostri ospedali, dove si scarta di tutto, ci si possa ricordare anche di strutture sanitarie come quella di Bukavu dove fatichiamo a mettere insieme alimenti e farmaci per così tanti ammalati, poveri, indifesi” – dice Suor Lucia -  In quella terra molti bimbi non hanno neanche il dollaro mensile per frequentare le lezioni, in classi fra l’altro sovraffollate, con 60-80 alunni.
 
Grazie a queste adozioni sarebbe possibile garantire la scuola ai piccoli studenti delle elementari e al contempo venire incontro alle famiglie dei bambini indigenti che stazionano per settimane in pediatria o altri reparti dell’ospedale, dove a fine mese Suor Lucia e gli altri missionari pagano la quota per garantire le cure necessarie.
Senza dimenticare gli stipendi a medici ed infermieri. “E’ davvero difficile muoversi in questo scenario di grande miseria se nessuno ti tende una mano. Vorremmo anche riuscire a riprendere un progetto del passato, poi interrotto per mancanza di fondi: formare personale nel nostro ospedale da inviare direttamente al domicilio di questi malati in condizioni di grande povertà, ai quali non è neppure permesso di curarsi con l’insulina, visto che costa. E pensare che con dieci dollari al mese un diabetico può essere curato senza problemi. Per fortuna in mezzo a tanta sofferenza c’è tanta fiducia e speranza in questa gente” – sottolinea la religiosa.
 
Ora a Bukavu sta per iniziare la sperimentazione della spirulina, un batterio che, messo in acqua, produce alghe; una volta raccolte vengono essiccate al sole ed hanno un gran potere proteico, contengono molte vitamine, sono indicate contro la malnutrizione. Si pensa dunque di creare dei bacini d’acqua e di far partire questa produzione che da un lato sarebbe destinata ai bimbi del posto, dall’altra potrebbe essere destinata alla vendita per autofinanziare le cure presso l’ospedale di Bukavu.
 
Don Alfredo Ferrari sottolinea che la onlus pavese è un po’ tutto questo: quattro anni fa è stato gettato un seme, è uscita una pianta che sta compiendo miracoli, sta salvando tante vite. E’ un po’ una sorta di giustizia per questa popolazione africana così martoriata da guerre e carestie, dove non bisogna dimenticare che ancora oggi si registrano violenze inaudite, anche nei confronti di donne e bambini. E dove un’altra terribile malattia come l’Aids sembra davvero inarrestabile.
 
Intanto i membri della onlus S.O.S. Ospedale Bukavu continuano a raccogliere fondi, attraverso l’allestimento di mercatini benefici a feste e sagre nel pavese e ricordano anche la possibilità di destinare il 5 per mille delle imposte sul reddito delle persone fisiche proprio a questa causa: basterà prendere il CUD e firmare nell’apposito spazio riservato al sostegno del volontariato, indicando il numero di codice fiscale della onlus, 95021710181.

 
 Informazioni 
Per ulteriori informazioni:
www.bukavu.it
oppure telefonare il mercoledì e sabato mattina allo 0383/76712

 

Comunicato Stampa

Pavia, 26/04/2006 (4168)




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