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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 419 del 20 dicembre 2000 (2238) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Due grandi successi per chiudere il 2000
Due grandi successi per chiudere il 2000

"Chi si loda, s'imbroda"; così recita l'approssimativa traduzione di un vecchio detto dialettale. Può anche essere vero, ma non posso fare a meno di sottolineare che queste mie ultime iniziative sono risultate due grossi successi; anzi, il secondo -Natale Pop- si è trasformato in un vero e proprio evento.

E lasciatemi enunciare questa mia massima: "Se la modestia è una virtù, l'eccesso di modestia va solo a vantaggio degli altri"; ragion per cui, lasciate che io cerchi di essere oggettivo nei confronti di queste due manifestazioni anche perchè se è vero che io ne sono stato l'ideatore, l'organizzatore e il direttore artistico, tutto ciò sarebbe stato vano se la bravura dei musicisti che vi hanno partecipato (e l'entusiasmo di quelli che mi hanno affiancato in queste imprese) non fosse stata di ottimo livello.

Cominciamo dal Lennon Memorial Concert 2000 che si è svolto il 10 Dicembre scorso al Boschetto di Torre d'Isola: 13 tra solisti e bands si sono alternati sul palco, dando vita ad uno spettacolo serrato, interessante e divertente. Dovrei citare tutti i partecipanti (e sarebbe lunghissimo) ma mi limiterò a ricordare l'intensa esibizione di Antonio Tacchinardi (ex-chitarrista delle Calamite) che, ancora una volta, ha dimostrato di sfuggire a tutte le logiche che vogliono un uomo in età non più in grado di cantare il rock. Ha ancora tanta voce ed entusiasmo da far impallidire qualsiasi ventenne!

Bravi i vari gruppi giovani (Covers, Four Back, Special Blend) e bravissimi i Rangzen di Rimini ma, quelli che hanno colpito di più, sono stati Boris Savoldelli e Andrej Koutov: quest'ultimo, nativo della Russia, si è dimostrato un pianista davvero dotato mentre Boris ha incantato tutti con i suoi virtuosismi vocali e la sua musicalità ricca di gusto.

Mi ha fatto anche molto piacere accompagnare alla batteria i Back Issues, una formazione costruita apposta per partecipare al concerto da alcune vecchie glorie pavesi: Aldo Tagliaferri (detto "il Biondo") che aveva suonato con me in una delle prime formazioni dei Numi, Maurizio "Cinzio" Castoldi (dei primissimi Tab 91), Federico Muscolino e Marino Amici (già percussionista con i Back To The Beatles).

Una serata di ottimo livello e il pubblico (numerosissimo) ha seguito attento tutti i gruppi in programma.

Per Natale Pop (18 Dicembre, Teatro Fraschini) il discorso è un po' più complesso.

Due grandi successi per chiudere il 2000

Intanto l'interesse per l'iniziativa (la prima del genere a Pavia e, credo, una delle pochissime in Italia) ha fatto sì che i biglietti andassero esauriti già in prevendita permettendo così la realizzazione del progetto del Lyions Club "le Torri" di istituire una borsa di studio per la ricerca sulla Leucemia e di pensare alla realizzazione di un CD, tratto dal concerto, i cui proventi andranno alla neo-nata associacione no profit "Amici dell'Ematologia".

Alle 21.00 il Teatro Fraschini era stracolmo di pubblico che alle 24.00, alla fine del concerto, era ancora tutto lì ad applaudire entusiasta e stupefatto del livello dello spettacolo a cui aveva assistito: il fatto è stato sottolineato dalla presidentessa del Club Lyions che è tornata sul palco per esprimere la sua gratitudine.

Io devo approfittare dell'occasione per ringraziare tutte le socie del Lyions Club "Le Torri" per l'impegno dimostrato e la fiducia accordatami, i macchinisti, gli elettricisti e le maschere del Fraschini per l'entusiasmo e la collaborazione andati ben oltre quelli che sono dei semplici doveri di lavoro, Antonio Sacchi (Presidente dell'Istituzione Teatro Fraschini) che ha voluto introdurre il concerto ricordando le nostre passate collaborazioni in ambito culturale, l'ingegner Savarino (senza il quale non sarei riuscito a realizzare la nevicata finale) e, soprattutto, tutti i musicisti che hanno dimostrato impegno, passione ed entusiasmo. Grazie a tutti di cuore!

Bruno Cerruti e Paola Lecardi hanno svolto al meglio la loro difficile parte di attori "di riempimento", permettendoci, dietro le quinte, i frenetici cambi di palco che non sarebbero stati possibili senza l'incessante attività dei componenti dello staff tecnico del service Settenote di Voghera che hanno fatto l'impossibile.

Sul concerto in sè ci sarebbe da parlare per delle ore; mi limiterò a citare alcuni esempi (anche se tutti sono stati bravissimi). Una rivelazione è stato Ugo Nastrucci (già direttore dell'Istituto Musicale Vittadini) che da compassato suonatore di liuto (in apertura di concerto) si è trasformato, nelle vesti di direttore d'orchestra, in una specie di folletto saltellante e, mentre conduceva divertito ed entusiasta, è arrivato anche a calzare un buffo copricapo da Babbo Natale. L'orchestra si è dimostrata all'altezza della situazione creando lo swing giusto per le esibizioni vocali di un Tamboo in grande forma che ha strappato l'ennesimo applauso quando, sommerso dalla neve finta, ha intonato White Christmas nella sua più riuscita imitazione di Armstrong. I Too Cool, nella loro giovanile e fresca confusione, hanno "svecchiato" l'atmosfera mentre Vincenzo Rende ha proposto uno degli arrangiamenti più esotici e originali della serata con la sua versione di Amazing Grace. Betty Verri e i Big Time hanno stupito con arrangiamenti ed esecuzioni difficili, raffinate ed essenziali mentre Matteo Callegari si è rivelato un "piccolo grande uomo" da palcoscenico: ha impressionato tutti con la sua voce particolarissima e con la perfetta padronanza della scena.

Quando la neve è finalmente scesa sull'ultima canzone in programma ho tirato un sospiro di sollievo: era andato tutto oltre le aspettative ed ero felice. Un conto è pensare un progetto e un altro è riuscire a realizzarlo, ma questa volta ci sono riuscito. Ero lì in teatro dalle nove del mattino ma ne era valsa la pena. Avrei voluto abbracciarli tutti, ma mi sono limitato a guardarmi nello specchio del camerino mormorando a me stesso: "...e adesso vai a mangiare qualcosa. Anche questa è andata!".

 
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Furio Sollazzi

Pavia, 20/12/2000 (419)

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