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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 429 del 7 ottobre 2000 (1753) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Radiohead - Kid A
Radiohead - Kid A

Eccolo, finalmente, il nuovo disco dei Radiohead: Dopo quasi tre anni di gestazione (tanto è passato dalla pubblicazione di O.K. Computer), Thom Yorke, Jonny Greenwood, Phil Selway, Ed O'Brien e Colin Greenwood si ripresentano sulle scene, freschi di un tour appena concluso (si sono esibiti anche in Italia) e pronti ad intraprenderne uno autunnale (con tanto di tendone al seguito), con il nuovo lavoro dal titolo Kid A.

Si deve fare molta attenzione a giudicare un disco dopo tanta attesa: le delusioni sono dietro l'angolo o i giudizi scontati possono essere guidati dall'onda lunga del lavoro precedente.

Per essere sicuro l'ho ascoltato tre volte.

Per prima cosa dirò che è un disco "algido". Non spaventatevi, il termine è un po' desueto ma, secondo il Dizionario Enciclopedico Treccani, significa " ...freddo, che congela".

Non vuole certo essere un giudizio sul prodotto, ma sulla sua comunicatività.

E' sicuramente un lavoro difficile; dimenticatevi le canzoni e le chitarre Rickenbacker del disco precedente. Qui le padrone sono le tastiere, gli echi e i riverberi, i campionamenti e i nastri mandati al contrario. La voce è particolarmente "lamentosa" e monocorde.

Alt! A questo punto qualcuno potrebbe credere che io stia descrivendo una schifezza immane. Niente di più sbagliato! Il disco è bello, molto interessante, forse troppo interessante perchè si finisce col seguirlo con troppa attenzione a scapito dell'ascolto; ma quando è finito... non viene voglia di riascoltarlo.

E' uno di quei dischi importanti, interessanti, che segnano l'evoluzione di un gruppo... e non poteva essere altrimenti! Troppo grande era stato il successo del disco precedente perchè i Radiohead si potessero permettere, dopo tre anni, di ripresentarsi con lo stesso prodotto. Ecco quindi la ricerca forsennata di nuovi suoni, nuove atmosfere, quasi a dimostrare che loro ce la stanno mettendo tutta per cambiare. A volte il gioco riesce e a volte no. Salvo due eccezioni (How To Disappeare Completely e Optimistic), è difficile parlare di canzoni; il più delle volte sono collages di suoni, atmosfere, stili: dai Primal Sceams ai R.E.M., dai Centipede di Tippets (chi se li ricorda? vi consiglierei di andarveli a riascoltare) addirittura ad una citazione (non troppo velata) di Night In White Satin dei dinosauri Moody Blues.

Durante il tour i Radiohead hanno suonato parecchi brani che poi non sono finiti nell'album (così come alcuni di quelli ascoltati su Internet): pare che tra poco più di un mese debba uscire un altro disco. Nel frattempo, se siete dei fans scatenati di questo gruppo comperatevi pure l'album; se, invece, siete stati abbagliati da O.K. Computer... lasciate perdere e aspettate il prossimo!

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 07/10/2000 (429)

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