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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4317 del 31 maggio 2006 (1991) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Inizia FareFestival
Fennesz
Nel week-end sono in cartellone i primi due concerti di FareFestival 2006, anticipati (alle 20.00) dalla inaugurazione delle due mostre fotofrafiche allestite nelle Scuderie: Art Is Not A Crime (di Henry Chalfant) e Scatti (di Alessandro “Zuek” Simonetti).
 
Per la verità, il primo concerto… sono due, perché sabato sul palco, nel cortile del Castello Visconteo, ci saranno sia Christian Fennesz che i Pan Sonic.
 
Christian Fennesz è uno degli esponenti di rilievo della ricerca elettronica minimale e “glitch”, creatore di un mondo in cui agisce tra campionamenti sonori ed un uso originale della chitarra elettrica. Fennesz è salito alla ribalta della scena elettronica austriaca alla fine degli anni ’90, collaborando con l’etichetta Mego e pubblicando dischi quali “Instrument” (1995), “Hotel Parallel” (1997), “Endless Summer”. Ha scritto musica per il cinema e vanta collaborazioni con Jim O’Rourke, con Peter Rehberg (aka Pita) e con David Sylvian per il cd “Blemish”, ricambiato poi da quest’ultimo che ha collaborato al suo “Venice” pubblicato su cd dall’etichetta Touch nella primavera 2004.
 
PanSonic
Il duo finlandese dei Pan Sonic, formato nel 1994 da Ilpo Vaisanen e Mika Vainio, si è affermato sulla scena techno sperimentale con un'inconfondibile e radicale minimalismo e una ricerca d'avanguardia che li ha condotti alla creazione di una sinergica di suono ed immagine che sembrano fondersi in un solo movimento, I due finnici non sono cresciuti nel clima dell’apolide e anarchico movimento Techno. Furono loro i promotori dei primi rave illegali a Turku, imbastendo poderosi sound system.
 
Domenica, invece, il concerto è quello di Roberto Sironi e si terrà in Santa Maria Gualtieri, in occasione del verissage della mostra "Il Mondo degli Altri", che svela così questa sua nuova forma di espressive artistica: un collezionista d'immagini che scambia il ruolo d’artista con quello dello spettatore, tratteggiando impressioni del "movimento immobile" del pubblico sulla tela.
Dopo aver scritto canzoni e pièces teatrali, indagato la musica e frequentato ogni tipo di palcoscenico, si è trovato nella necessità passionale ed artistica di investigare la materia ed è con questo spirito che ha cominciato a dipingere.
 
Sironi
Di Roberto Sironi cantautore, invece, vi ho parlato più volte, sottolineandone le doti e il suo ruolo di “straniero in patria”; famoso all’estero (vive a Parigi e tiene concerti in Francia, Germania, Inghilterra) e pressocchè sconosciuto in Italia, se si esclude il riconoscimento al Premio Tenco, elegante, raffinato, canta in francese, in inglese e (ultimamente) anche in dialetto meneghino, regalando piccole storie condite con swing e ironia; è stato definito dalla stampa europea un “Gentilhomme italien”. Per la critica italiana ricorda Paolo Conte e viene quindi tenuto in una specie di “zona grigia”.
 
Io vi consiglio di non perdere questa occasione “unica” per ascoltarlo e imparare ad amarlo.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 31/05/2006 (4317)

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