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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4445 del 4 luglio 2006 (1831) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
'Incontri' di altissimo livello
'Incontri' di altissimo livello
Incontri 2006”, seconda edizione di un workshop sperimentale sulla musica delle quattro province, organizzata dalla Società dell’Accademia di Voghera in collaborazione con il centro Adolescere sito a La Penicina (Romagnese), ha toccato il suo apice con i concerti del 30 giugno e del 1° luglio.
 
La Musica delle Quattro Province, è stata il fulcro e il punto di incontro tra grandi artisti di estrazioni musicali e culture diverse.
Rispetto alla prima edizione del 2004 il numero dei musicisti coinvolti è stato maggiore e i risultati ottenuti sono stati di altissima qualità.
Per ragioni squisitamente logistiche (il posto non è dei più facili da raggiungere), sono riuscito ad assistere solo al concerto di venerdì 30, ma è stato più che esaustivo per giudicare i risultati di questa settimana di lavoro comune.
 
Dicevo, altissimo il livello qualitativo delle proposte musicali, più strutturate e consapevoli, con grande varietà di modalità espressive.
Molto bella e affascinante (oltre che suggestiva) la ricostruzione della storia-leggenda del “Draghìn”, mitico suonatore di piffero, narrata e suonata da Valla e Scurati (piffero e fisarmonica delle Quattro Province), con il supporto degli irlandesi che ne sonorizzavano i “parlati”, sottolineando le molte matrici comuni alle due musiche, ambedue nate per far danzare la gente. Eterea, affascinante e con una splendida voce, Patrizia Laquidara mi ha commosso con una vecchia nenia veneta.
 
Jean Luc Cappozzo (tromba) si è rivelato un musicista incredibile (oltre che un personaggio simpaticissimo). Nikola Parov, ungherese, ha stupito tutti per la perizia nel suonare gadulka, kaval, clarinetto, ud, bouzouki e tamboura. La coppia Giovanni Sarani- Guo Yue (già sperimentata nella precedente edizione) ha confermato la felice comunione di intenti nel coniugare ambient, elettronica e tradizione cinese.
 
Umberto Petrin, insieme a Edo Lattes, Fulvio Maras, Enzo Draghi e altri, è riuscito a portare Stefano Valla e il suo piffero, sulle onde di una melodia nostrana, nei territori spericolati di un tango-jazz assolutamente accattivante.
 
E via così, per uno spettacolo di due ore in cui i musicisti si sono alternati e miscelati sul palco per dare origine a formazioni sempre diverse.
In una costruzione poco distante, Marco Forni si aggirava tra mixer e computer per registrare l’evento.
Peccato che quella sera ci fosse la partita dell’Italia ai Mondiali: il concerto meritava più pubblico di quello presente.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 04/07/2006 (4445)

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