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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 452 del 20 luglio 2001 (8070) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Raid in bici: Pavia-Cremona
Raid in bici: Pavia-Cremona

Tappa da 114 km: si incontrano le cittadine di Codogno e Maleo e si percorre la pista ciclabile lungo il canale in parte costruito che collega il Po da Cremona a Milano, ed in parte navigabile.

Ci siamo. Dopo mesi di preparativi sulla carta e informazioni trovate un po' dappertutto è arrivato il giorno della partenza. Sono talmente eccitato che scordo gli accordi dell'ultima riunione che volevano il mio passaggio da Osvaldo per le 9,00 e alle 8,15 sono già sotto casa sua. Alla mia vista si rassegna anch'egli e accelera gli ultimi preparativi e prima dell'ora fissata siamo in viaggio per raggiungere Alberto alla Barona da dove inizia ufficialmente l'avventura.

Le bici sono ragionevolmente cariche, tenuto conto che pernotteremo sempre in alberghi e le cene avverranno nei ristoranti, bastano quindi le borse posteriori e il borsello staccabile al manubrio con in vista la cartina del percorso.

Il primo centro importante attraversato è Belgioioso da cui proseguiamo per Spessa e S. Zenone. Qui troviamo per la prima volta l'argine del Po, che diverrà più avanti la nostra "autostrada" verso il Polesine.

Passiamo Zerbo che ebbe molti anni fa attimi di notorietà per un festival Pop, stile Woodstock, con la partecipazione di molti complessi Pop italiani. Ed è con l'attraversamento di Orio Litta che lasciamo le strade a noi familiari, oltre il confine della nostra provincia comincia il viaggio della scoperta, il senso di meraviglia per nuovi paesaggi.

Maleo

E' il territorio che Osvaldo ha indicato, in sede di preparazione, con "hic sunt leones", dall'abitudine degli antichi Romani a tracciare sulle loro mappe tale formula ad indicare terre a loro sconosciute e "selvagge", per cui abitate da fiere e quindi insicure.

Ci sentiamo felici e ce lo comunichiamo attraverso i commenti entusiasti che ci scambiamo sovente, superandoci a turno per darci il cambio in testa a tirare. A Corte San Andrea scopriamo che chi percorreva l'antica Via Francigena verso Roma trovava qui il traghetto per attraversare il Po, facendoci notare quanta storia anche i piccoli centri di questa Italia provinciale hanno conosciuto.

Qualche problemino d'orientamento lo abbiamo a traversare Codogno, ma subito ci reinseriamo sul tracciato originale, studiato con attenzione da Alberto. E, dopo Maleo, entriamo in contatto con un'opera quasi "faraonica" stile Italia, cioè mai veramente ultimata.

Si tratta del canale navigabile che dovrebbe collegare il Po da Cremona a Milano, costituendo un'alternativa ecologica al trasporto su camion di molte merci. Non troveremo nessuna imbarcazione in navigazione pedalando lungo lo stradello che su entrambe le rive lo accompagna fino a Cremona. E' una sensazione di tristezza vederlo in queste condizioni, sa di archeologia industriale. In compenso è affollato di pescatori, che abbia trovato la sua vocazione?

Osvaldo, Alberto e Ruggero a Cremona

E infine Cremona ci accoglie con la magnifica piazza del Duomo in cui poi passeggiamo e ci sgranchiamo le gambe in attesa di goderci la meritata cena. Dopo aver gironzolato per le viuzze del centro e ammirato i laboratori dei liutai, nelle cui vetrine fanno bella mostra violini che sono vere opere d'arte, seduti su una panchina di fronte alla cattedrale, vediamo pian piano spegnersi la luce del giorno e illuminarsi i lampioni della piazza, chiudendo una giornata eccitante che ci trova soddisfattissimi (e affamati!).

 
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Ruggero Cattaneo

Pavia, 20/07/2001 (452)

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