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Raid in bici: Cremona-Mantova
Raid in bici: Cremona-Mantova

Tappa da 101 Km: si toccano Casalmaggiore e Sabbioneta, si incontra la confluenza del fiume Oglio con il Po e si percorrono gli interminabili argini del fiume che solca parecchie anse.

C'è un bel sole guardando fuori dalla finestra della nostra camera, ma abbassando lo sguardo sulla strada scopriamo pozzanghere d'acqua. Era uno dei nostri incubi il pericolo di pedalare sotto la pioggia e, per ora, lo abbiamo scampato. Dopo una colazione non proprio "continentale", prepariamo le bici e salutiamo Cremona.

L'aria è limpida e la vista si spinge lontano verso orizzonti da raggiungere sui nostri "cavalli d'acciaio". Magnifica la vista del mitico Torrazzo dalla campagna poco oltre la periferia, dove il verde la fa da padrone. Si pedala bene respirando quest'aria pulita e il nostro morale è alle stelle, anche costatando che, pur rimanendo in bici molte ore, la sella non si fa "notare" più di tanto.

L'affiatamento tra noi è buono e si chiacchiera tranquillamente rilassati dal "lento andamento", come dice Alberto. E così, dopo aver toccato S. Daniele Po, Motta Baluffi e Gussola, ci fermiamo nell'enorme ma aggraziata piazza centrale di Casalmaggiore, commentando i palazzi e sgranocchiando qualche barretta. Pochi chilometri dopo, ecco la provincia di Mantova e, soprattutto, ecco Sabbioneta.

Piazza Sordello a Mantova

La vedo un po' come "cittadella ideale", sogno di Signori illuminati di fondare una nuova "piccola Atene", ha un fascino particolare, persa com'è nella vasta pianura dagli orizzonti sconfinati, da scoprire senza fretta girellando fra le sue stradine, ahimè troppo affollate. E' veramente un gioiello dell'Italia "minore", merita senz'altro di essere vista e anche i miei compagni sono contenti di averla inserita nel raid.

E ripartiamo, sfiorando paesini come Squarzanella, S. Matteo e le Chiaviche, per arrivare a valicare l'Oglio con nostra sorpresa su di un ponte a noi familiare, identico a quello in chiatte che a Bereguardo scavalca il nostro Ticino. Ci fotografiamo a vicenda percorrendolo, imboccando poi l'argine sinistro del fiume che ci porta alla sua confluenza con il Po. E' veramente largo qui il Grande Fiume e alla sua vista ci fermiamo per un po' in ammirazione.

Lo costeggiamo sull'argine sinistro e non lo abbandoniamo fino a Boccadiganda, quando puntiamo decisamente verso nord in direzione di Mantova, vedendo l'orizzonte in direzione della città coperto da preoccupanti nuvoloni neri. Cominciamo allora a tirare con convinzione nella speranza di evitare ancora una volta il bagno...

Ce la facciamo per un pelo e, mentre a turno facciamo la doccia in albergo, fuori scoppia un bel temporale che, come tutti i suoi simili, dopo un po' perde forza e ritorna a occhieggiare il sole.

Rimessici in ordine inforchiamo le bici per raggiungere il centro di Mantova, piazza delle Erbe e piazza Sordello, dove scattiamo foto, ammirati dai monumenti che vediamo e dall'atmosfera della città.

Ponte di Barche sull'Oglio

Alberto ha scovato un locale dove si dovrebbe mangiare divinamente, il ristorante Pavesi in piazza delle Erbe, lo raggiungiamo e ci sediamo al tavolo affamati. Il locale in effetti è fine e anche il cibo è all'altezza della fama, facciamo onore alle portate e rimaniamo affascinati dalla bellissima ragazza che ci serve al tavolo; si sprecano i commenti e non smetteremmo di ordinare pur di vederla da vicino! Sazi e soddisfatti torniamo in albergo per un meritato riposo, dopo aver però predisposto le cose per la partenza dell'indomani...

 
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Ruggero Cattaneo

Pavia, 25/07/2001 (453)

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