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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4646 del 25 settembre 2006 (2758) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dalla Russia con 'cantore'
Dalla Russia con 'cantore'
Come accade ogni volta che me ne vado a fare un giretto all’estero, al mio rientro vi illustro le variazioni musicale che ho trovato.
 
La formula “paese che vai… musica che trovi” è sempre più difficile da applicare in questa epoca di globalizzazione schiacciante e anche la Russia non si sottrae all’effetto omologante.
 
Sui muri di Mosca e San Pietroburgo campeggiano i manifesti giganti che annunciano i concerti di Madonna e di Bocelli; alla radio si ascolta una programmazione musicale che ricalca pedissequamente quelle degli altri paesi dell’Unione Europea. Fanno eccezione alcuni artisti locali che, al di là del cantare in lingua russa, ricalcano stili e generi pop e rock ben conosciuti.
 
C’è poi la musica tradizionale “da turisti” su cui imperversa e regna l’eterna “O Ciciornia” con contorno di balalaike varie…
 
Disperavo ormai di trovare qualche cosa di originale e autoctono quando, durante una crociera sul fiume Volga, nel paese di Uglich, all’interno della Cattedrale della Trasfigurazione, mi sono imbattuto in un gruppo di “cantori” che sono riusciti a stupirmi.
 
Ho scoperto così questa corrente di gruppi vocalia cappella” che, partendo dalle tradizioni canore religiose (quasi una sorta di canto gregoriano) si sono sviluppate su canali anche laici che vanno dalla canzone popolare a quella lirica per sfociare in una vocalità armonicamente complessa e originale, decisamente affascinante.
È andata a finire che mi sono comperato il loro CD (potenza del progresso!) e me lo sono portato a casa.
Il gruppo si chiama ARC e il cd si intitola “To Guardian Angel” (ma questa è la traduzione inglese di un titolo in cirillico che non saprei neanche riscrivere) e comprende canti sacri, canti tradizionali, brani di Rakhmaninov e composizioni originali scritte dai componenti del gruppo.
 
Per il resto, non ho trovato niente di appetibile.
La cosa peggiore che mi è capitato di ascoltare è stata una allucinante versione di “Calimba de Luna” (!) fatta da uno sciroccato gruppo russo di revival-disco.
Da Svidania!
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 25/09/2006 (4646)

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