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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4658 del 11 maggio 2001 (3449) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Airone cenerino
Airone cenerino Immobile lungo la riva di un corso d'acqua… quello dell'Airone cenerino (Ardea cinerea) è un avvistamento abbastanza frequente nelle nostre campagne, è infatti l'Ardeide più diffuso nella pianura Padana.

Il suo areale di distribuzione è notevole poiché, oltre che in buona parte d'Europa, vive anche in tutto il continente africano ed in particolare in quello asiatico. Nelle nostre zone è ormai una specie sedentaria.
Abituale frequentatore di zone umide, quali risaie, specchi e corsi d'acqua e boschi d'ontano - in cui è solito costruirsi il nido - il cenerino vive in colonie numerose, denominate garzaie, insieme a Garzette e Nitticore.

Il colore della sua livrea, che dà il nome alla specie, e la sua sagoma lo rendono perfettamente distinguibile dagli altri membri della famiglia con cui condivide la garzaia.
Il piumaggio grigio cenere si scurisce diventando nero all'estremità delle ali, mentre contrasta con il bianco del collo e della testa, resa elegante da una linea nera che dall'occhio prosegue nella lunga egretta (penna filiforme che pende dalla nuca). Ha un robusto e affilato becco giallo, con il quale può infilzare prede anche di notevoli dimensioni. Le lunghe zampe sono di colore bruno, ma durante il periodo riproduttivo si "accendono" di un bel rosso vivace. Le dita lunghe e ben distanziate tra di loro consentono all'Airone di muoversi su terreni fangosi. La specie non presenta dimorfismo sessuale, maschio e femmina raggiungono quasi il metro d'altezza e il peso di 2 chilogrammi.

Airone Cenerino in volo

In volo è inconfondibile: la sua sagoma si staglia in cielo presentando il lungo collo retratto ad "S" e testa incassata tra le spalle, zampe tese, un'apertura alare che supera il metro e mezzo e un battito d'ali lento e maestoso.

La sua dieta comprende pesci, anfibi, rettili, insetti e perfino piccoli mammiferi, ma l'aspetto più interessante della sua alimentazione riguarda senz'altro la tecnica di caccia… Si muove con lenti passi nell'acqua bassa, poi si ferma immobile (non a caso la tecnica adottata viene definita "caccia all'attesa") finché non localizza un pesce. A questo punto, con scatto fulmineo del potente collo, trafigge la preda con il lungo becco, la lancia in aria e la ingoia, evitando così l'apertura delle scaglie che potrebbero danneggiargli l'esofago. Il perché l'Airone viva in garzaie è ancora oggetto di studio, ma uno dei motivi accertati sembra proprio lo scambio di informazioni sulla localizzazione dei luoghi di caccia, che ne facilita l'individuazione.

Il periodo riproduttivo, che inizia in primavera, è caratterizzato da un particolare corteggiamento durante il quale si susseguono inchini e posture codificate che terminano con la presentazione del ramoscello durante la quale il maschio porge alla femmina prescelta il primo rametto destinato alla costruzione del loro nido.

Airone Cenerino

Dopo l'accoppiamento, nel periodo tra marzo e giugno, la femmina depone da 3 a 5 uova che vengono covate per 25 giorni da entrambi i sessi. Anche le cure parentali vedranno impegnati entrambi i genitori che, per i 50 giorni successivi alla schiusa, dovranno nutrire in continuazione i loro piccoli con piccole prede predigerite.

Fino a metà estate le garzaie sono facilmente individuabili anche a distanza per l'andirivieni di aironi dai luoghi di caccia al nido e per il baccano prodotto dai pulli che lanciano grida roche e battono il becco reclamando il cibo… la garzaia è in fermento e, se si ha l'accortezza di farlo nel pieno rispetto della natura, questo è il periodo migliore per effettuarne una visita.

 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 11/05/2001 (4658)

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