Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
venerdì, 27 novembre 2020 (347) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Ghiro
» Puzzola
» Germano reale
» Zanzara
» Coniglio selvatico
» Martin pescatore: tuffatore di professione!
» Il moscardino
» Saettone
» Civetta
» Rospo
» Riccio
» Airone cenerino
» Fagiano
» Cinghiale
» Faina
» Falco pecchiaiolo

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Il Carnevale degli Animali... al Museo!
» Il Sentiero dei Piccoli - Open Day
» Biodiversità degli animali
» Riabitare l'Italia & Appennino atto d'amore
» Festa dell'Albero 2019
» Lotte biologica, l'importanza dell'impollinazione da parte delle api
» Come moltiplicare le piante in casa: tecniche e consigli
» Corso sulla biodiversità urbana
» Passeggiata naturalistica
» Corso base di acquarello naturalistico
» La Margherita di Adele
» Pavia per gli animali
» Mostra mercato “Antiche varietà agricole locali e piante spontanee mangerecce”
» BiodiverCittà - passeggiata al Parco della Sora
» Biodivercittà - passeggiata al Parco della Vernavola
 
Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4659 del 11 luglio 2003 (4625) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Capriolo
Capriolo

Flessuoso ed elegante, il Capriolo (Capreolus capreolus) è un ungulato appartenente alla famiglia dei Cervidi.
Diffuso nell'Europa centromeridionale, Italia inclusa (dove era ampiamente diffuso fino all'inizio dell'800), è presente anche sulle nostre colline, dove predilige boschi di latifoglie misti con ricco sottobosco e soprattutto le zone di transizione tra bosco e radure.

Più piccolo del cervo, ed il più piccolo tra i Cervidi italiani, il capriolo ha un corpo robusto, snello e abbastanza slanciato ed un peso di circa trenta chilogrammi. La sua struttura è quella tipica del saltatore, con gli arti posteriori molto alti, il salto prima della fuga è una sua peculiarità. Presenta zampe forti, anche se sottili, munite di zoccoli, un lungo collo e una testa piuttosto corta, più allungata nella femmina, con grandi orecchie ed occhi; il muso è nero ed il mento bianco. Il resto del corpo è ricoperto da pelo corto di colore bruno-rossiccio (più lungo e scuro, tendente al grigiastro, nella stagione invernale) e nella parte posteriore presenta una grossa chiazza bianca attorno alla coda definita "specchio anale", avente forma di cuore nelle femmine e di fagiolo nei maschi. E' privo di coda.

Un adulto con corna

Nei maschi crescono corna caduche, non molto lunghe (30 cm) e poco ramificate che, negli adulti, terminano generalmente con tre/quattro punte: è questa la principale caratteristica distintiva dei due sessi. Ogni anno le corna cadono in autunno, ricominciano a crescere a fine anno e sono di nuovo completamente formate in primavera. Durante la crescita, sono coperte da un tessuto superficiale, il "velluto", che, fortemente irrorato, permette l'irrobustimento del palco stesso. A formazione ultimata si atrofizza e cade.

La sua dieta si compone di erbe secche, funghi e cortecce d'inverno e di foglie verdi, bacche e frutta d'estate, arrivando sino a 8-12 razioni alimentari nel corso della giornata. Il capriolo è un erbivoro brucatore selettivo: non disdegna le parti legnose, ma predilige i germogli, che sceglie con molta cura, e le parti più nutrienti delle piante.

Un gruppo di caprioli

Il capriolo ha abitudini crepuscolari e, per buona parte dell'anno, è piuttosto solitario. Durante l'inverno tende però a formare piccoli gruppi sociali costituiti da un maschio adulto, più femmine e i piccoli nati nell'anno. A fine inverno i gruppi si disgregano e le femmine si isolano in aree tranquille per partorire (in primavera) uno o due piccoli. Una curiosità: la femmina del capriolo è caratterizzata da pausa embrionale: viene cioè fecondata in luglio-agosto, ma l'embrione non si sviluppa fino a gennaio.
Contemporaneamente, il maschio diventa molto territoriale. Non si allontana mai dalla propria zona, se non in caso di forti nevicate perché, abituato a corse rapide con salti frequenti, si muove male sulla neve. Scomparsa la neve torna comunque ad occupare il proprio territorio che, nella stagione degli amori, viene marcato in maniera "ottica" - asportando la corteccia degli alberi con le corna -, "olfattiva" - sfregando le sue ghiandole odorifere sul terreno e sulle cortecce degli alberi - e "acustica" - emettendo dei latrati simili all'abbaiare di un cane -, e difeso da altri maschi adulti, con i quali possono ingaggiare veri e propri "duelli", anche se prevalentemente in forma rituale.
Durante l'estate, avverrà poi l'accoppiamento con tutte le femmine intercettate internamente al proprio territorio.

Un piccolo di capriolo

I piccoli appena nati sono maculati di bianco, hanno un mantello a tinte più scure degli adulti e risultano mimetici con il terreno, dal quale non si muovono mai. Vengono allattati per circa sei mesi e raggiungono la maturità sessuale ad un anno.

Il capriolo vive mediamente 15-18 anni. In natura viene predato da lupo, volpe e aquila reale, che tendono ad aggredire i piccoli o gli individui malati, a questi si aggiungono l'attività venatoria che, per quanto vietata in provincia di Pavia, viene spesso sostituita nell'Oltrepò da episodi di bracconaggio.

 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 11/07/2003 (4659)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool