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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4873 del 20 novembre 2006 (1689) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
The Beatles Love
The Beatles Love
Circa due anni fa Le Cirque du Soleil ha chiesto i diritti per utilizzare alcune musiche del quartetto di Liverpool per uno spettacolo ispirato al gruppo, il musical "Mirage”; la musica originariamente destinata al musical, nel corso di creazione ha dato vita ad un nuovo disco: The Beatles Love.
 
Il progetto è sostenuto da due viventi Beatles: Paul McCartney e Ringo Starr, nonché dagli eredi di John Lennon e George Harrison.
 
Ammetto di essere rimasto un po’ perplesso e dubbioso quando è stata annunciata l’uscita di questo disco. Mi puzzava di operazionaccia commerciale: l’ennesima rifrittura dei brani dei Beatles (non avendo ormai più nulla di inedito da pubblicare), vista la precedente delusione per l’uscita di Let It Be Nacked.
 
Quando ho indossato le cuffie e inserito il CD….sono rimasto senza fiato.
Incredulo, beato, sorpreso, ammirato, estasiato, dopo trentasei anni ho ascoltato un nuovo disco dei Beatles!
 
È, senza dubbio, un capolavoro; e l’autore è colui che, a tutto diritto (e questo album ne è la prova definitiva), veniva chiamato il 5° Beatles: Sir George Martin.
George Martin, direttore d’orchestra, produttore, arrangiatore, colui che ha creato le melodie orchestrali che hanno segnato Yesterday, Eleanor Rigby, Something, Let It Be, The Long And Winding Road e tante altre, con l’aiuto del figlio Giles (che poi ha avuto l’idea prima da cui è nata l’operazione) ha disgregato e poi riassemblato, equalizzato e poi rimixato, rallentato e accelerato, sovrapposto e ritagliato, tutta una serie di canzoni. Quello che ne è uscito è, a tutti gli effetti, un nuovo disco dei Beatles.
 
Perché è vero, le canzoni sono le stesse, a suonarle e cantarle sono sempre i Beatles, le parti incise sono ancora quelle (se si escludono i violini aggiunti su un demo di Harrison di While My Guitar Gently Weeps, trasformata in una splendida ballad), ma i suoni e le intenzioni sono modernissimi.
 
Se esistesse al mondo una persona che non ha mai ascoltato o non conosce i Beatles (il che è impossibile) le farei ascoltare questo disco dicendogli che è di un nuovo gruppo inglese… e sono sicuro che “andrebbe via di testa”.
 
Il disco si apre con Because in versione solo corale: perfetta!
Get Back, sorretto dall’assolo di batteria di Ringo per il medley di Carry That Weight/The end  su Abbey Road, diventa di una modernità assoluta.
Nessuno avrebbe mai pensato di sovrapporre Drive my car, The Word e What you’re Doing con un risultato che lascia storditi; Strawberry Fields Forever comincia con una versione demo essenziale per arricchirsi poi, ad ogni strofa, degli arrangiamenti delle versioni successive sino a sfociare nei fiati di Sgt.Pepper e poi nei cori di Hello Goodbye.
Julia si intreccia ad Eleonor Rigby, Yesterday è introdotta da Blackbird, Sun King diventa Gnik Nus, semplicemente mandando il nastro al contrario. Persino Hey Jude (che non ho mai amato molto e che mi ha un po’ “stancato”) all’inizio mi ha fatto pensare “Beh, questa potevano anche non metterla: è uguale a prima!”, ma poi sono stato costretto a ricredermi: come non detto.
 
Tutto è perfetto, moderno, incredibilmente attuale e vitale.
I Beatles sono ancora vivi!
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 20/11/2006 (4873)

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