Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 4885 del 22 novembre 2006 (3001) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lomello
Lomello
A 34 chilometri da Pavia, in direzione sud-ovest, si trova il suggestivo borgo di Lomello, abitato dalle antiche origini, sorto sulla riva destra del torrente Agogna.
 
Lomello ebbe nei secoli un’importanza tale che l’intero territorio circostante ne prese il nome.
 
Delle popolazioni dei Liguri insediate nella Pianura Padana già dall'XI sec. a.C., facevano parte i Laevi, che predominarono in questo territorio presumibilmente sino al V secolo a.C., ma le prime notizie certe sullo sviluppo dell’abitato risalgono al I secolo a.C., quando già esisteva la strada romana che collegava Pavia alle Gallie e Lomello veniva indicato come Mansio Laumelli (dove il termine "mansio" indica una stazione di sosta sui percorsi stradali d’epoca romana, attrezzata per offrire alloggio e approvvigionamento a viandanti, mercanti e soldati in transito).
 
Trasformata in una rocca fortificata, fu capoluogo del contado in epoca longobarda: fu proprio a Lomello che, secondo la leggenda, la regina Teodolinda, vedova del re Authari, nel novem­bre del 590, incontrò e sposò Agilulfo, duca di Torino… Un evento che ogni estate viene rievocato con una “Grande Festa Longobarda”, che riporta il paese indietro nel tempo, ai fasti del ricevimento per “Le nozze di Teodolinda”.
Alla caduta del regno longobardo, furono i Franchi a dominare su Lomello.
 
I Conti "Palatini", primi noti nella storia di Lomello, fecero della rocca la loro residenza in epoca feudale. In seguito all’alleanza dei Conti con Milano contro Pavia ed il Barbarossa seguono una serie di sconfitte, vittorie, saccheggi e incendi, finché il controllo non passò definitivamente nelle mani dell’imperatore germanico.
 
Nel 1277 il controllo passò poi ai Visconti, sotto i quali Lomello visse nuovi splendori…
Varie signorie si succedettero fino all’anno 1450, quando Franceso Sforza lo assegnò in feudo ai Crivelli, nobile famiglia locale cui si deve la ricostruzione del castello, ancora oggi esistente. Sotto le discendenze dei Crivelli il borgo entra in una nuova fase “buia” che peggiorò con la dominazione spagnola.
 
Nel 1707 la Lomellina passa ai Savoia e Lomello subì i danni di nuove invasioni franco-ispaniche.
Con l'avvento di Napoleone Bonaparte, anche Lomello fu vittima notevoli cambiamenti, ma
nel 1814, con l’imperatore sconfitto e prigioniero a Sant'Elena, passò nuovamente sotto il regno di Sardegna e diede il nome alla “Provincia di Lomellina”… un territorio pianeggiante, oggi regno del riso, che, da documenti di quell’epoca, risultava così suddiviso: terre lavorative con o senza vigneti: 58.094 ettari, vigneti: 659 ettari, prati naturali ed artificiali: 15.281 ettari, terre destinate all'orticoltura: 588 ettari, risaie: 21.339 ettari, boschi (castagneti): 68 ettari, boschi (altre specie): 11.007 ettari e pascoli: 16.699 ettari, oltre ai 500 ettari di terreno improduttivo costituito da fiumi, rocce e aree non coltivabili.
 
La Lomello di oggi offre preziose testimonianze storico-artistiche del suo illustre passato come la Chiesa di San Michele, pregevole rappresentanza dell'architettura romanico-lombarda, con pianta a croce latina a tre navate e volte a botte a coprire quella centrale, o la più famosa Basilica romanica di Santa Maria Maggiore, con l'annesso Battistero paleocristiano di San Giovanni ad Fontes, insieme “simbolo” del paese ed il Castello Crivelli, edificio medioevale a pianta quadrangolare dotato di una sola torre d'ingresso, cui si notano ancora gli innesti del ponte levatoio, e di due sale decorate da notevoli affreschi.
 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 22/11/2006 (4885)

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