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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5002 del 18 dicembre 2006 (1995) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
L’incontro di Vecchioni con Tess…
L’incontro di Vecchioni con Tess…
Sabato sera sono stato invitato ad assistere al concerto di Roberto Vecchioni a Stradella; l’occasione era importante perché, quella sera, gli sarebbe stato conferito il "Premio Agostino Depretis" Edizione 2006, con la seguente motivazione:“Cantautore e ‘cantastorie’, teorico della canzone d’autore, scrittore di romanzi e di novelle, saggista e insegnante, nel corso di una più che trentennale attività intellettuale e artistica, sempre muovendosi in coerenza a forti valori etici e civili, ha saputo narrare, attraverso una grande varietà di formule espressive e generi letterari, storie di sentimenti, di emozioni autentiche, di impegno e di voglia di agire, dove pubblico e privato si coniugano in un’unica poetica, fatta di lirismo e poesia, di arguzia ed ironia, sovente calata in una dimensione di sogno e quasi di favola”.
 
Vecchioni il concerto l’aveva promesso, senza nulla sapere del premio, in occasione della fondazione dell’Inter Fan Club “Vecchioni” di Stradella.
 
E così sono tornato in quel teatro “bonsai” che è il TESS (Teatro Sociale Stradella), un vero piccolo gioiellino riconsegnato alla città in tutto il suo splendore. Le dimensioni del teatro, l’acustica, la sua atmosfera raccolta, rendono ogni concerto unico nel suo genere.
 
"Luci a San Siro ... di questa sera", il titolo che Vecchioni ha dato allo spettacolo che porta in giro in questa tournè, si è adattato perfettamente alle caratteristiche del luogo.
 
Due soli musicisti sul palco con lui: Patrizio Fariselli al pianoforte e Paolino Della Porta al contrabbasso. A chi gli chiedeva il perché di questo brusco passaggio da una formazione numerosa ad un trio acustico, Vecchioni ha risposto in un’intervista: “Perché mi sono definitivamente rotto dell'apparenza della musica leggera, del mettere in mezzo 40 strumenti per rifare sempre le stesse canzoni. Ho 60 anni e non ho bisogno né di vendere né di essere più celebre di quanto sono, che mi basta e mi avanza. E allora voglio essere più libero. E libertà significa avere due grandi musicisti jazz e basta”.
 
Durante il concerto, prima di ogni canzone, racconta un pezzo di fiaba che ha a che fare con la stessa canzone, parla con il pubblico, è rilassato e contento: continua a rimarcare come l’atmosfera sia incredibile.
 
Il concerto (quasi due ore e mezza, con i bis) è veramente molto bello; le canzoni si rivestono di quella intensità ed essenzialità iniziale che avevano nella forma primitiva, quando erano state scritte: Summertime, Signora in Raso, Le mie Ragazze, Canzone per Sergio, Vinvent, Figlia, Samarcanda, Blimun, La Bellezza, Viola d’Inverno, Milady e l’immancabile Luci a San Siro si adornano di accenti jazz e risplendono nell’esecuzione acustica di un Vecchioni intimo, quasi colloquiale.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 18/12/2006 (5002)

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