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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 5110 del 29 gennaio 2003 (6181) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Saettone
Saettone

Il saettone (Elaphe longissima) è uno dei serpenti più belli che possiamo incontrare durante le nostre passeggiate.

Secondo alcuni è il rappresentante d'Asclepio (l'Esculapio degli antichi romani), il dio greco della salute, che lo aveva raffigurato sulla sua verga magica, oggi emblema della medicina. In qualità di simbolo d'Asclepio, e nel significato di "forza vitale", fu importato dalla Grecia in più paesi dell'Europa e del Mediterraneo.
Ancora prima, nel periodo neolitico, era visto come incarnazione della Dea Madre e, in quanto guardiano dell'energia vitale e della sua continuità, era venerato nei santuari domestici.
La tradizione della dea serpe domestica fu largamente diffusa nell'antichità, giungendo fino ai nostri giorni attraverso detti o superstizioni. Numerosi antropologi sostengono che venisse ospitata e nutrita in casa dai campagnoli perché considerata l'anima di uno dei familiari.
La credenza più comune - ancora oggi rispettata in Corsica ad esempio - è che la serpe sia il "doppione" dei padroni di casa, e che quindi la sua fine significherebbe la morte di questi (n.d.r.: il parallelo folcloristico "parenti - serpenti" ha una probabile origine da queste credenze).

Da un punto di vista sistematico è un vertebrato che appartiene alle classe dei rettili, sottordine dei serpenti (Ofidi) e alla famiglia dei Colubridi.
Il carattere che più distingue questo gruppo di serpenti dalla famiglia dei Viperini è l'assenza di una ghiandola contenente veleno.

Foto di Andrea Scano

Con le parti superiori giallo-brune con riflessi olivastri, grigi o rossicci; slanciato, con il capo stretto e ben definito, non può essere confuso con nessun altro serpente delle nostre zone.
Il tronco presenta frequentemente delle macchiette gialle o bianche disposte irregolarmente e può presentare delle linee più scure che decorrono dal capo alla coda. Il ventre è uniformemente giallo tenue senza macchie né striature e le squame presentano un ampio margine.

Le dimensioni medie sono di circa 130-140 cm per 400-500 grammi di peso, ma può raggiungere, e superare, i 180 centimetri e pesare fino a 1,5 chilogrammi.

Completamente innocuo per l'uomo, caccia all'agguato uccidendo le prede intrappolandole tra le spire e soffocandole attraverso una serie di strette progressivamente sempre più forti (costrittore). Grazie alle sua abilità nell'arrampicarsi, riesce a cibarsi sia di uova d'uccello, sia di nidiacei ancora inetti al volo. Gran regolatore ecologico, è in grado di predare un numero elevatissimo di roditori (fino a 3 kg in una sola stagione) contribuendo sostanzialmente a mantenerne bassa la popolazione. Il saettone riesce a predare anche faine, talpe e piccoli conigli, toporagni, moscardini e ghiri.

Ben distribuito in tutta Italia, dal livello del mare fino a 1800 metri, prediligendo ambienti sassosi o rocciosi ricoperte da folta vegetazione, macchie, ruderi, rive di fiumi e ruscelli.
Diurno, lo s'incontra più facilmente al crepuscolo quando, arrotolato o completamente disteso, si gode gli ultimi tepori del sole. Trascorre buona parte della giornata, tra l'ombra ed il sole, arrotolato tra le radici degli alberi al margine di siepi e muri a secco.

Il periodo degli accoppiamenti è tra maggio e giugno, periodo in cui è più facile incontrarlo anche nella parte centrale della giornata. Il corteggiamento è molto spettacolare e sensuale, con il maschio che, una volta incontrata una femmina ricettiva, compie una serie di evoluzioni che anticipano l'accoppiamento vero e proprio. Completamente attorcigliati in un flessuoso abbraccio, rimangono uniti anche per diverso tempo spostandosi tenendo erette le rispettive parti anteriori del corpo.

Foto di Andrea Scano

In piena estate, (generalmente agli inizi di luglio) la femmina depone da cinque a venti uova tra il muschio o la terra umida abbandonandole al proprio destino. L'incubazione dura circa 60 giorni e i piccoli, lunghi circa 28- 35 cm, nascono in settembre. Di colorazione differente rispetto agli adulti, i piccoli cacciano soprattutto lucertole e grossi insetti.

Dalla fine di ottobre, quando le temperature minime scendono sotto i 7-8 gradi, inizia la latenza invernale che terminerà solo verso la metà di marzo.

 
 Informazioni 
 

Andrea Scano

Pavia, 29/01/2003 (5110)

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