Il secondo appuntamento della rassegna “ Dialoghi: jazz per due”, vede protagonisti il sassofonista Maurizio Giammarco, uno dei jazzisti italiani con maggior esperienza in campo internazionale, e il batterista statunitense John Arnold.
A differenza del primo concerto (quello di martedì 6) rigorosamente acustico, questo concerto prevede l’uso di una amplificazione (anche se minimale) in quanto entrambi i musicisti utilizzano l’elettronica, intesa come ulteriore risorsa al servizio di un preciso disegno espressivo.
Da sempre Maurizio Giammarco, presta una particolare attenzione all’intreccio dialogico fra composizione e improvvisazione. Aspetto che è anche al centro del duetto con John Arnold, batterista che da anni collabora con lo stesso sassofonista in vari contesti. Elemento unificante fra i due è anche l’uso dell’elettronica.
Nato a Pavia nel 1952, ma residente a Roma sin dall’infanzia, Maurizio Giammarco ha cominciato a suonare il sax tenore quando aveva 14 anni. Nel 1972 ha frequentato lo storico corso di jazz tenuto da Giorgio Gaslini a Santa Cecilia e in seguito ha studiato con Karl Berger al Creative Music Studio di Woodstock. Ha suonato con Chet Baker, Lester Bowie dell’Art Ensemble of Chicago, Dave Liebman, Kenny Wheeler, Billy Cobham e tanti altri, inclusi tutti i migliori jazzisti connazionali (da Rava a Fresu, dallo stesso Gaslini a Pieranunzi).
Negli anni Ottanta Giammarco ha guidato i Lingomania, il più rinomato gruppo fusion italiano del periodo e, attualmente, è leader dei Megatones, naturale evoluzione delle concezioni dei Lingomania. Da non dimenticare è poi l’attività svolta al fianco di Mia Martini, Mina, Fiorella Mannoia, Nada e Riccardo Cocciante.
Componente sia dei Megatones che dei Tricycles, John Arnold è originario di New York, dove ha cominciato gli studi di batteria.
Nipote di Hoagy Carmichael (indimenticabile autore di standard quali “Stardust”, “Georgia On My Mind” e “Skylark”), John Arnold ha trovato in Italia la sua seconda patria. E dividendosi fra l’Europa e gli Stati Uniti ha avuto modo di suonare con, fra gli altri, Chet Baker, Pepper Adams, Lee Konitz, John Abercrombie, John Patitucci, Greg Osby, oltre che con Massimo Urbani, Enrico Pieranunzi e Dado Moroni.
Nel 2004 John Arnold ha pubblicato Logorythms, realizzato con l’apporto dei pianisti Uri Caine e Jason Moran e dei sassofonisti Gary Thomas e Dave Binney.
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