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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 5355 del 3 aprile 2007 (6341) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il Santuario della Bozzola e la sua Sagra
Il Santuario della Bozzola e la sua Sagra
La storia del santuario garlaschese affonda le sue radici nel settembre del 1465. Era la prima domenica del mese quando Maria, una ragazzina muta di tredici anni, portò, come al solito, gli animali di famiglia a pascolare nelle campagne vicine all’abitato.
L’arrivo di un violento temporale, preannunciato dal rabbuiarsi improvviso del cielo, attraversato da lampi, e da forti boati, la spinse a cercare riparo nei pressi di un’edicoletta votiva dedicata alla Vergine (qui raffigurata in un affresco dono del giovane Agostino da Pavia, come suo ex voto per la salvezza ottenuta nel guadare il Ticino).
 
Altrettanto improvvisamente il cielo si schiarì e dal cielo sereno scese la Beata Vergine, che disse alla ragazza: “Maria Benedetta, và a dire ai Garlaschesi che voglio qui un Santuario a protezione di tutta la Lomellina”. A testimonianza della sua apparizione la Vergine Maria fece riacquistare il dono della parola alla ragazzina, così che potesse portare avanti la sua missione.
 
L’evento miracoloso fu il primo passo per l’edificazione dell’attuale Santuario della Madonna della Bozzola, che prese il suo nome dagli arbusti che crescevano nel luogo in cui venne eretto… i fitti cespugli di biancospino, denominati “buslon” / “buslà” nel dialetto locale.
 
Da prima fu costruita una chiesetta in corrispondenza dell’attuale presbiterio. Il primo ampliamento risale al 1600, mentre è del 1662 la torre campanaria.
La cupola ottagonale che sovrasta l’edificio è datata 1720. Nel 1860 venne prolungata la navata e furono aperti il braccio destro e il sinistro dando origine alla pianta a croce greca d’ordine dorico su cui svetta la suddetta cupola ottagonale con lanterna.
Nel 1890 inizia la costruzione della facciata che, non soddisfacendo, venne rifatta una seconda volta e ultimata nel 1898 con statue in cotto a decorarla. I tre stemmi di marmo, risalgono, invece, al 1927, anno in cui l’edificio ottenne il titolo di Basilica Minore.

Al suo interno, tra le decorazioni costituite da marmi pregiati e pregevoli intarsi, tele e affreschi di importanti artisti lombardi, si trovano anche le statue in bronzo della Madonna e di Maria Benedetta, la ragazza cui la Vergine è apparsa, entrambe oggetto di culto da parte dei fedeli.
 
In occasione della Pasqua, qui si svolge la tradizionale Sagra: il Santuario è in festa, perché migliaia di pellegrini, durante tutta la giornata di lunedì, si radunano ai piedi della Madonna, per rallegrarsi con Lei per la resurrezione del Figlio.
 
Gli ex-voto qui posti a testimonianza delle sofferenze per le quali vengono richieste le grazie e della gratitudine per quelle ascoltate, costituiscono una collezione immensa.
Non manca poi un angolo dove poter acquistare i vari ricordi del Santuario, dalle immaginette ai libri di preghiere, ma nei giorni di Pasqua e Lunedì dell’Angelo vengono allestiti anche un banco di beneficenza - il cui ricavato viene devoluto in parte ai restauri del Santuario e in parte alle richieste di aiuto dei tanti bisognosi - e un mercatino di bancarelle, punti di ristoro e un attrezzato luna park, per la gioia di adulti e bambini.
 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 03/04/2007 (5355)

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