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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 5369 del 6 aprile 2007 (2682) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo sguardo dei semplici
Particolare della locandina della mostra
 “Per non dimenticare, per non far finta di niente, per donare quella briciola di pane che con tante briciole toglierà un po' di fame ai "dimenticati dalla fortuna"”… Ecco il motivo che ha spinto il pavese Siro Marco Forlani, amante dei viaggi e fotografo per caso, a condividere le immagini da lui scattate con il pubblico.
 
Appassionato di ciclismo, Forlani, sognando un giorno di fare il giro del mondo su due ruote, percorre circa 15mila chilometri all’anno, ma non solo per mantenersi in forma.
La fatica e la solitudine delle sue pedalate lo aiutano a guardarsi dentro e questo a rapportarsi con gli altri e ad esprimere ciò che ha dentro… Le foto non sono che un altro modo per “tirar fuori” un po’ di sé.
 
Ho avuto la fortuna di viaggiare in angoli dove la vita scorre con ritmi diversi – racconta Forlani –, dove un tozzo di pane fa parte dei desideri quotidiani, dove un giocattolo rimane un sogno per tanti bambini, dove un letto per coricarsi è una conquista .
Sono tornato ai miei agi, al mio avere superfluo, alle mie comodità, ma quei bambini dal sorriso dolcissimo e dallo sguardo velato di tristezza, quei vecchi senza futuro, mi sono rimasti dentro.
Ho sentito il bisogno di "fare qualcosa" per alleviare il disagio di tanti "ultimi", così l'idea di questa esposizione fotografica ha preso corpo…”.
 
Con la collaborazione del Gruppo di Volontariato Vincenziano e il Centro d'ascolto Francesca Sfondrini – che già l’anno scorso lo hanno aiutato in progetto simile (L’uomo - La sua anima, i suoi talenti, i suoi limiti), poi rivelatosi di successo  –, Forlani ha così deciso di allestire un’esposizione di circa 120 suggestive immagini scattate in Nepal che hanno come filo conduttore "lo sguardo", lo specchio dell'anima, e per questo intitolata “Lo sguardo dei semplici”.
 
Mi e venuto questo titolo – spiega l’autore – mentre contemplavo il Santuario dell'Annapurna alle prime luci dell'alba. Ero circondato da una famiglia di indiani che mi guardavano, mi sorridevano. Ho visto nel loro sguardo il desiderio di condividere lo spettacolo a cui stavamo assistendo.
Senza tante formalità ci siamo guardati negli occhi e, in modo automatico, naturale, le nostre mani si sono incontrate come a scambiarci un segno di amicizia, un segno di pace...  il potere di uno sguardo!
 
Scorrendo le immagini si potranno “incrociare” tanti sguardi e in ognuno di questi c'è una storia… Provare ad immaginarla non può che far sentire più vicino a quei bambini meravigliosi, a quei vecchi stanchi, a quelle donne e ragazze dai tratti sublimi.
Uno sguardo non costa e produce molto, abbatte la barriera dell'indifferenza, è la via della condivisione, della comprensione…
 
Alla fine del percorso fotografico, i visitatori che lo desiderano possono lasciare un contributo che andrà a finanziare un progetto in corso nella Diocesi di Cochabamba, in Bolivia, per la costruzione di un internato per ragazzi della scuola elementare e presidio sanitario, gestito in collaborazione con le Suore Domenicane del Santo Rosario, tra le quali opera suor Giovanna, ricordata dalla comunità di San Lanfranco per il generoso servizio qui prestato.
 
 Informazioni 
Dove: Sala Grande della Basilica di San Lanfranco, via S. Lanfranco, 4 – Pavia
Quando: da sabato 14 aprile a domenica 29 aprile, nei seguenti orari: giorni feriali: 14.30-19.00, sabato e festivi: 10.00-13.00/14.30-19.00
Ingresso: libero
 

La Redazione

Pavia, 06/04/2007 (5369)

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