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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 538 del 24 luglio 2000 (2186) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La costruzione del Ponte Coperto
La costruzione del Ponte Coperto

Il Ponte sul Ticino di Pavia fu costruito in muratura verso la metà del sec. V dal vescovo Crispino, con la pietra bianca che veniva dai Colli Euganei.

Come sul Pontevecchio di Firenze, anche a Pavia ai lati del ponte furono costruite botteghe. Le estremità furono fortificate per difendere l'accesso alla città.

Nel sec. XIV, una piena straordinaria provocò il cedimento del Ponte. Il Comune lo fece ricostruire subito dopo il 1351 e, come in quasi tutte le costruzioni dell'epoca, si fece grande uso del mattone.

I piloni erano costruiti su isolotti di sabbia, rinforzati nelle fondazioni con pali di legno, e le arcate erano irregolari, per varcare la corrente da un pilone all'altro.

Le irregolarità fecero nascere la leggenda che il Ponte fosse stato fatto, in una sola notte, dal Diavolo.

Questi avrebbe richiesto come pagamento l'anima del primo essere che avesse attraversato il ponte da una sponda all'altra.

Ma una variante della tradizione vuole che il Podestà, più scaltro del Diavolo, il giorno dell'inaugurazione abbia mandato davanti a sé un cane; e il Diavolo, che non aveva specificato di volere l'anima d'un uomo, in base al patto, dovette accontentarsi di portar via con sé il cagnolino.

Le basi di alcune pile del ponte romano, che non vennero utilizzate nella ricostruzione medievale, si vedono ancora oggi in mezzo alla corrente.

Un tempo, quando l'acqua era più alta, esse apparivano appena, dall'alto del ponte, come sagome biancastre.

Il popolo pensava che si trattasse delle tombe di un re e della sua regina, che si erano fatti seppellire sul fondo del fiume, come un'altra leggenda vuole che facesse Alarico, il re dei Visigoti, morto in Calabria sulle sponde del fiume Busento.

 
 Informazioni 
 

Alberto Arecchi

Pavia, 24/07/2000 (538)

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