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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5385 del 12 aprile 2007 (2699) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
E’ mancato Sergio Bardotti
E’ mancato Sergio Bardotti
Se ne è andato a 68 anni, per arresto cardiaco, un “grande” pavese: Sergio Bardotti, uno degli uomini più influenti della storia della musica italiana. Bardotti, nato nel 1939 a Pavia, si laureò in lettere all'Università di Pavia, quindi si diplomò in teoria e solfeggio, e poi studiò pianoforte per sette anni presso il Vittadini.
 
Dopo aver suonato in alcuni gruppi locali (i Cristians, con Cristiani, Mario Scabini e Bruno Villani – vedi foto. Bardotti è il secondo da sinistra), era entrato nell'industria discografica nel 1962 dapprima come produttore di una collana di poeti che leggevano se stessi (Montale, Ungaretti, Quasimodo, Pasolini, Gatto, Sinisgalli), in seguito come Direttore Artistico dell'ARC, etichetta della RCA dedicata ai giovani talenti pop-rock italiani (Dalla, Rokes, Dino...). Autore di testi, firma successi come Occhi di ragazza, L'amico è, La casa, Piazza Grande, Quella carezza della sera, Itaca. Come traduttore lavora con Brel (Canzoni dei vecchi amanti) Aznavour (E io fra di voi), Serrat (Kubala) e soprattutto coi brasiliani Vinicius de Moraes, Toquinho, Chico Buarque.
 
Vince due volte il Festival di Sanremo: nel 1968 con Canzone per te cantata da Endrigo, e nel 1989 con Anna Oxa e Fausto Leali, con la canzone Ti lascerò. Vince il Premio Tenco come operatore culturale (1983).
 
Come produttore discografico, firma alcuni tra i concept album più apprezzati come La vita, amico, è l'arte dell'incontro, con Ungaretti, Vinicius, Endrigo nel 1970, Storie di casa mia con Lucio Dalla nel 1970, Concerto grosso per i New Trolls nel 1971, Non al denaro, non all'amore né al cielo con Fabrizio De André nel 1971, La voglia, la pazzia... nel 1975, Aldebaran nel 1978, Ornella Vanoni e Gino Paoli nel 1985.
 
Dal 1996 lavora come autore e produttore musicale televisivo (Fantastico 7, Serata d'onore 1989, Domenica In 1991, Numero Uno, Concerto per il Papa 1998, Capodanno su RaiUno 1998 e 1999) oltre alle ultime edizioni del Festival di Sanremo (1994/2000). Quindi Domenica in 2000 e, a giugno 2001, Sanremo estate, oltre alle ultime edizioni del Festival di Sanremo.
 
Pur vivendo ormai a Roma da più di quarant’anni, non ha mai ripudiato la sua città d’origine; anzi, è sempre rimasto legato a Pavia da un filo sentimentale ininterrotto, grazie agli amici e al fratello Massimo che, dopo l’avventura cubana, è tornato a vivere nella nostra città. E’ proprio grazie a Massimo che avevo conosciuto Sergio. Era quello che si potrebbe definire “una bella persona”. Pur essendo famoso e potente non aveva mai perso il senso della realtà, il ricordo della provenienza, la semplicità dei sentimenti.
 
Era stato grazie a lui che, quando avevamo fondato a Pavia il primo Ciao Amici Club, eravamo riusciti ad avere ospiti come i Rokes, Corrado Pani, Dino e tanti altri. Lui che trattava noi, amici di Massimo, tutti come fratellini. Per lui gli amici erano amici sempre e in qualsiasi circostanza.
Mi ricordo una notte, quando suonavo con Dalla, in cui ci presentammo a casa sua (una villa sulla Nomentana, vicino a Roma) alle tre del mattino: ci abbracciò tutti con naturalezza, come se ci avesse visto il giorno prima, ci offrì da bere e ci ospitò a dormire. Oppure quando pubblicai il libro Rock Around Pavia, quando ormai pensavo non si ricordasse più di me, che mi mandò a salutare con affetto dal fratello, complimentandosi per l’iniziativa. E così capitò altre volte.
 
Era lontano, ma “c’era sempre”.
E’ per questo che sono rimasto sconvolto quando ho appreso la notizia e sapere che Sergio non c’è più mi da l’impressione che da oggi, al puzzle della mia vita, manchi un altro tassello; si sia creato un vuoto che resterà tale.
 
Ciao Sergio.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 12/04/2007 (5385)

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