Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
giovedì, 22 ottobre 2020 (191) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» I tempi, i luoghi, gli uomini della Battaglia di Pavia
» I Re Magi
» Appuntamento in museo
» Tra il 224 e il 220 a.C. - I parte
» Tra il 220 e il 218 a.C.
» Tra il 224 e il 220 a.C - III parte
» Tra il 224 e il 220 a.C. - II parte
» Arriva Gesù
» Una curiosa leggenda
» Tra il 550 e il 225 a.C. - III parte
» Quella Madonna che viene da lontano...
» Il Santo del prosciutto - II parte
» Il Santo del prosciutto
» Tra il 550 e il 225 a.C. - II parte
» Tra il 550 e il 225 a.C. - I parte
» Tra l'800 e il 500 a.C.
» San Siro
» La greenway del saladino
» Natale 1808: aspettando Ugo Foscolo
» Il santo delle saette

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Vacchi e Bossini agli Incontri Musicali del Collegio Borromeo
» Carnevale al Museo della Storia
» Leonardo e Vitruvio. Oltre il cerchio e il quadrato
» Vittorio Sgarbi e Leonardo
» Narrare l'Antico: Sole Rosso di Grazia Maria Francese
» Squali, predatori perfetti"
» Visual Storytelling. Quando il racconto si fa immagine
» I linguaggi della storia: Il formaggio e i vermi
» Giornata della memoria. Il cielo cade
» Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia
» La Storia organaria di Pavia
» Postazione 23
» Libri al Fraccaro
» Il "Duchetto" di Pavia
» La cospirazione dei tarli
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 552 del 14 ottobre 2000 (3891) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I Longobardi e la presa di Pavia
I Longobardi e la presa di Pavia

Nella primavera del 568, con cavalli e carriaggi, guidati dal capo Alboin, i Longobardi arrivarono in Italia. Erano forse trecentomila. Nel 569 presero Milano e iniziarono un lungo assedio a Ticinum-Papia (ossia la "città del Papa ariano", come l'avevano battezzata i Goti), piazzaforte chiave per il possesso della Pianura Padana, in mano ai Bizantini, che ne avevano rinnovato le fortificazioni.

La città aveva ancora il nome di Ticinum, datole dai Romani. Gradualmente assunse il nuovo nome di Papia, poi divenuto Pavia. Tre anni durò l'assedio secondo la leggenda (un numero magico, come in tutti i miti). La città di Ticinum alla fine dovette arrendersi. Secondo la tradizione, mentre Alboin entrava in città da est, dalla porta di San Giovanni (nell'attuale corso Garibaldi), il suo cavallo cadde in mezzo alla porta, e non si riusciva a farlo alzare, né a calci né a colpi di lancia.

Allora uno dei Longobardi ricordò al Re: "Ricordati, signor Re, il voto che hai promesso. Spezza un giuramento così duro ed entrerai in città. Il popolo di questa città infatti è cristiano". Alboin aveva giurato di passare a fil di spada tutta la popolazione che non si fosse voluta arrendere. Ruppe tale giuramento, promise clemenza e subito il cavallo si rialzò. Entrò in città senza colpo ferire e mantenne la promessa. Allora tutto il popolo lo raggiunse nel palazzo, già costruito da Theuderic, e con nuovo animo, dopo tante miserie, guardò al futuro con nuova speranza. La leggenda dice anche che in tale occasione i Pavesi inventarono la colomba pasquale, per offrirla al Re in segno di pace.

 
 Informazioni 
 

Alberto Arecchi

Pavia, 14/10/2000 (552)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool