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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5530 del 16 maggio 2007 (1882) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Piccola Orchestra Apocrifa
Piccola Orchestra Apocrifa
Come vi avevo annunciato nella recensione del dedicato a Fabrizio De Andrè, vorrei parlarvi di questo nuovo disco di Giorgio Cordini, chitarrista che per otto anni, tra la fine del 1990 e il 1998, ha suonato con il cantautore scomparso.
 
Il CD si intitola “La Buona Novella” ed è stato pubblicato a nome della Piccola Orchestra Apocrifa. Si tratta di una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André, registrata dal vivo in occasione di un concerto tenutosi a Brescia la domenica di Pasqua del 2006.
 
L'idea originale risale alla fine del 2003 quando Giorgio aveva creato un organico di sei elementi per accompagnare il coro “Il Labirinto”. La formazione si è in seguito ampliata con l'inserimento di una voce maschile e di due coriste, sino ad arrivare all’attuale composizione con Giorgio Cordini chitarra e bouzouki, Stefano Zeni violino e viola, Alessandro Adami voce (questi tre li abbiamo potuti ascoltare anche nel concerto al Fraschini), Michele Gazich violino e viola, Daniela Savoldi violoncello, Enzo Santoro flauto traverso, Gaspare Bonafede percussioni, Denise Pisoni e Maria Cordini cori.
 
Al nome iniziale di “Piccola Orchestra”, è stato aggiunto l’attributo “Apocrifa” anzitutto perchè, come è noto, la “Buona Novella” è tratta dai Vangeli “Apocrifi”; in secondo luogo per sottolineare la presenza di musicisti di estrazione folk-rock ed altri provenienti dal mondo classico, in un connubio originale che genera una sorta di “falso”, tra musica popolare e colta.
Nel CD la sequenza dei brani rispecchia fedelmente quella dell’album di De Andrè con la sola aggiunta finale della canzone “Si chiamava Gesù” che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.
Cordini ha dichiarato:”Dopo quei concerti, che sono stati seguiti da migliaia di persone e che hanno portato con sostanziose raccolte di fondi un aiuto concreto alle attività di Emergency, ho pensato che sarebbe stato bello sancire con un lavoro discografico questa sorta di sodalizio tra Fabrizio e l’associazione di Gino Strada. Fabrizio aveva avuto modo di conoscerlo e provava per lui una grande stima. Ho trovato entusiasmo e collaborazione sia da parte di Dori Ghezzi, che ha concesso il patrocino della Fondazione Fabrizio De André, sia da parte di Teresa Sarti, presidente di Emergency. “
 
Gli arrangiamenti, pur prevedendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale, pur sfruttando l’accostamento del quartetto d’archi con strumenti etnici come il bouzouki e l’hang.
 
 Il disco è veramente splendido (non ho altri termini per definirlo) ma non solo per le musiche e il canto (finalmente resi come dovuto, grazie ai passi da gigante che la tecnologia ha compiuto in questi quarant’anni che ci separano dall’incisione originale) ma anche per l’operazione culturale che recupera uno dei più bei testi della canzone d’autore italiana, degno di essere inserito nell’Antologia della Letteratura.
 
 
 Informazioni 
Tutti gli arrangiamenti sono di Giorgio Cordini (tranne alcuni di Stefano Zeni e di Michele Gazich); il disco è stato registrato il 16 aprile 2006 da Taketo Gohara al teatro del Villaggio Sereno a Brescia, remixato da Guido Andreani alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milanoe masterizzato da Paolo Lovati allo studio Sample a Verona.  Il CD è prodotto da Giorgio Cordini e Reno Brandoni per Fingerpicking.Net e una quota del prezzo di vendita viene destinata ad Emergency.
 

Furio Sollazzi

Pavia, 16/05/2007 (5530)

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