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Pagina inziale » Università » Articolo n. 5541 del 18 maggio 2007 (2020) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il Colore della Scienza
Particolare della locandina della mostra
La mostra dal titolo “Il Colore della Scienza”, organizzata dal Dipartimento di Genetica e Microbiologia “A. Buzzati Traverso” in occasione del 25° anniversario della sua fondazione, si propone di guardare la scienza, nella fattispecie i risultati di esperimenti scientifici, con l’occhio dell’estetica. Non quindi fantascienza, ma scienza guardata scomposta attraverso il prisma della fantasia.
 
Ancora oggi arte e scienza tendono ad essere considerati campi disciplinari distanti l’uno dall’altro quando non diametralmente opposti anche se la prima si avvale sovente dei progressi della seconda (si pensi alle analisi tecnico-scientifiche applicate allo studio delle opere d’arte, al restauro ed alla conservazione) mentre la scienza studia ed analizza le espressioni della prima.
 
In fondo il colore può essere visto come un elemento di collegamento fra arte e scienza: se è importante il colore per l’artista lo è forse altrettanto per lo scienziato (il viraggio di una cartina al tornasole è l’esempio forse più banale dell’utilizzazione del colore nella pratica scientifica). Così l’artista che crea nuovi colori mescolando pigmenti e prepara un muro per dipingere un affresco non fa che applicare empiricamente le conoscenze tecnico-scientifiche all’arte.
Se esiste una scienza del colore, quindi, potrebbe anche esistere un colore della scienza…
           
Le immagini che saranno esposte, dalla ripresa aerea di un agglomerato urbano alla fotografia al microscopio elettronico di un cristallo (si potrebbe dire in ordini di grandezza che vanno dal chilometro al millesimo di millimetro) dimostrano che c’è molta arte anche nella scienza.
L’arte, in fondo, sta nell’occhio e nel cervello di chi guarda: manipolate, trasformate, reinterpretate le immagini perdono la loro valenza scientifica e possono essere facilmente considerate come esempi di opere dell’arte contemporanea, avvicinando la Scienza (ragione) all’Arte (emozione).
 
Le fotografie esposte sono state realizzate e rielaborate, in parte, dai fotografi Carlo Ramerino e Riccardo Oggioni su materiale fornito dai seguenti dipartimenti dell’Università di Pavia: Genetica e Microbiologia, Biologia Animale, Scienze della Terra, Scienze dell’Antichità, Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri, nonché dal Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano e dalla Facoltà di Scienze dell’Università di Tel-Aviv.
 
La mostra, organizzata dal Dipartimento di Genetica e Microbiologia “A. Buzzati Traverso” e curata dai professori Edda De Rossi e Orio Ciferri e dalla Sig. Maria Gravagna, sarà inaugurata giovedì alla presenza del Magnifico Rettore, professor Angiolino Stella, e accompagnata dagli interventi del professor Pietro Pedeferri (Politecnico di Milano) e della giornalista Sylvie Coyaud.
 
La manifestazione è sponsorizzata dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia Onlus, dalla Fondazione Cariplo, dal Rotary Club Certosa di Pavia, dal Centro Interdipartimentale di Studi e di Ricerche per la Conservazione dei Beni Culturali e dal Dipartimento di Genetica e Microbiologia dell’Università di Pavia e dalla ditta Micropoli.
 
 Informazioni 
Dove: inaugurazione il 24 maggio alle ore 16.00 (Aula Scarpa, Palazzo Centrale, Università degli Studi di Pavia); aperta al pubblico dal 25 maggio al 10 giugno 2007, dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.30.
Quando: c/o Aula Forlanini, Palazzo Centrale dell’Università, corso Strada Nuova, 65 - Pavia
 

Comunicato Stampa

Pavia, 18/05/2007 (5541)




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