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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5645 del 13 giugno 2007 (1783) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Tre donne
Tre donne
(…per non parlar dell’uomo)
 
Parafrasando il titolo del celebre romanzo di Jerome, vorrei parlarvi dei tre concerti che in questi giorni, hanno avuto come protagoniste delle donne.
In questa anteprima del Festival dei Saperi e inizio di Fare Festival, a farla da padrone sono state proprio tre donne, se si fa eccezione per “l’uomo” Roy Paci che, nel concerto in Castello durante la Notte Bianca di sabato 9 giugno, si è dimostrato (come sempre) divertente, accattivante e coinvolgente.
 
Ma la mia attenzione è rivolta soprattutto a tre concerti “al femminile”, anche perché l’edizione di Fare Festival quest’anno è tutta dedicata alle donne.
 
A fare da “apripista” è stata la “grande” Milva con il bellissimo concerto di venerdì  al Castello Visconteo di Pavia. In grande forma, desiderosa di raccontare e “raccontarsi”, con modi estremamente teatrali (anche quando aveva moti spontanei di simpatia o di colloquio con gli orchestrali), ha offerto una carrellata di canzoni che hanno attraversato, in modo trasversale, tutti i generi affrontati durante la sua lunga carriera; dalle canzoni più popolari (la Filanda) a quelle più “dotte” e impegnate (Milord della Piaff), sino alla sua ultima produzione targata Faletti (The Show Must Go On).
A questo proposito, vorrei spendere due parole di elogio per l’ottimo lavoro svolto dal coro gospel dei BeVoice, purtroppo apparsi solo nell’ultimissima parte dello spettacolo. Un piacere poi riconoscere nel direttore d’orchestra Natale Massara (già collaboratore di Celentano e membro dei Ribelli) e rivedere sul palco Gigi Cappellotto, il “padre di tutti i bassisti”.
 
Domenica sera, in piena bagarre di Notte Bianca, nel cortile del Broletto, si è esibita Patrizia Laquidara. Raffinata, deliziosa, accompagnata dai bravissimi Hotel Rif, ha stregato e affascinato il pubblico con la sua musica “di tradizione” rivisitata.
Se alla Laquidara è toccato il compito di inaugurare Fare Festival, Ginevra Di Marco si è assunta l’incarico di farlo ripartire, dopo la pausa di lunedì, per una lunga carrellata che ci porterà (con spettacoli tutte le sere) sino a sabato 16 giugno.
 
La Di Marco, pur portando il peso di un lutto molto recente, ha sfoderato tutta la sua grinta e la sua capacità di coinvolgere il pubblico. Con una voce molto bella e con estensioni invidiabili, supportata da un trio molto affiatato, ha accompagnato il pubblico in una sorta di viaggio attraverso le tradizioni musicali mediterranee e regionali italiane con brani come Amara terra Mia, Malarazza (recentemente riproposto anche da Carmen Consoli), Gracias a la Vida, con cui ha aperto il concerto. Specie la parte dedicata alle musiche tradizionali regionali italiane ha portato il pubblico a battere il tempo con le mani e a scatenarsi in danze improvvisate, per poi richiedere insistentemente i bis.
La sua parte l’ha fatta anche la “cornice”, il suggestivo cortile del Broletto, da poco tornato in uso alla cittadinanza. 
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 13/06/2007 (5645)

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