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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5696 del 27 giugno 2007 (1804) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Doze Cordas Trio
Doze Cordas Trio
Che la Bossa Nova sia nata dall’incontro del Samba con il Jazz è cosa risaputa e quindi non stupisce più di tanto se spesso i musicisti jazz cedono alla malìa del Brasile e si scoprono innamorati profondamente di questa musica struggente e così piena di ritmi e armonizzazioni affascinanti.
 
Francesca Ajmar, da ormai due anni, insieme a Massimo Minardi (chitarra) e Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), ha formato il trio "Doze cordas" che si dedica alla musica brasiliana con particolare interesse verso autori come Carlos Lyra, Milton Nascimento, Dori Caymmi, Baden Powell oltre che, naturalmente, a Antonio Carlos Jobim. Questo trio ha appena inciso un cd con ospiti Carlo Nicita (flauto), Carmelo Coglitore (sax) e Silvia Bertoluzza (voce), allieva della stessa Ajmar.
 
Il nome del gruppo deriva da un idealizzato conto matematico: sei per la chitarra, quattro per il contrabbasso, due per la voce: 12 corde che fanno rivivere alcune grandi canzoni dei più importanti autori brasiliani. La peculiarità e l’estro di ognuno dei tre solisti si fondono in 12 corde per un concerto in cui la passione e la profonda conoscenza della musica brasiliana si trasformano in suono. Ospite di questa formazione, il flautista Carlo Nicita, che ha partecipato alla registrazione del cd.
 
Il disco, “Brisa”, è stato registrato “di getto” in un’unica giornata e cattura il trasporto con cui i musicisti hanno vissuto quella intensa esperienza di studio.
La mancanza di percussioni è voluta, vuoi per sbanalizzare una serie di ritmi che si danno ormai per scontati nell’interpretare la Bossa Nova, sia per una sorta di sfida nell’accollarsi anche la responsabilità ritmica, raffinandola in tutta una serie di accenti che portano a “muovere” i brani.
 
Francesca AjmarLa sorpresa è scoprire una Francesca più “morbida” e sensuale, fuori da alcuni tecnicismi vocali e da un perfezionismo estremo che caratterizza di più la sua attività jazzistica.
Dal 1999 insegna "Canto Jazz" presso l'Istituto Musicale Pareggiato "F. Vittadini" di Pavia, nel 2000 ha conseguito il "Premio speciale della giuria" al concorso per giovani jazzisti organizzato dal "Lagomaggiorejazz". Nel 2001 ha registrato un cd a proprio nome con la "A-Beat", pubblicato nel 2002, con Mario Zara al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso, Gianni Cazzola alla batteria, con ospiti Paolo Botti alla viola e Mariangela Tandoi al pianoforte. Nel 2002 è stata votata dalla rivista "Musica Jazz" tra i migliori giovani talenti. Attualmente ha un quintetto a proprio nome, con cui è spesso presente nei Jazz Club più prestigiosi d'Italia.
 
Canta in duo con Tito Mangialajo Rantzer, con un repertorio di standards jazz e di brani originali. Questo duo nasce tra le mura di casa, o meglio in cucina, dove i due musicisti, compagni nella vita, provano solitamente il loro repertorio. Alle base quindi c'è un forte legame affettivo, che emerge chiaramente nella musica proposta.
Ora questa nuova avventura brasiliana li vede ancora insieme, a sperimentare nuovi orizzonti, con successo direi, visto che il disco è molto bello, intenso e tutt’altro che scontato.
 
 Informazioni 
Il cd sarà presentato al pubblico pavese venerdì sera in occasione di un concerto.
 
Dove: c/o Spaziomusica, via Faruffini, 5 - Pavia
Quando: venerdì 29 giugno 2007
 

Furio Sollazzi

Pavia, 27/06/2007 (5696)

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