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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5809 del 27 agosto 2007 (5516) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Vito Pallavicini: è volato nel suo “Azzurro”
Vito Pallavicini: è volato nel suo “Azzurro”
Per la seconda volta, quest’anno, sono costretto a parlare di un “grande” della musica italiana che ci ha lasciato e, purtroppo, si tratta di un altro pavese (in senso provinciale).
 
Dopo Sergio Bardotti, anche Vito Pallavicini, uno dei più grandi parolieri della musica italiana è morto nell’ospedale civile di Vigevano (Pavia), sua città natale.
E’ stato autore, insieme a Paolo Conte, di una delle canzoni italiane più popolari, “Azzurro”, resa celebre da Adriano Celentano.
 
Pallavicini era nato il 22 aprile nel 1924; per anni e' stato il “re” del Festival di Sanremo e con Mogol ha dominato gli anni '60 e '70. Oltre ad “Azzurro” scrisse, tra le altre, per Mina “Le mille bolle Blu”, per Tony Dallara “ Come potrei dimenticarti”, per Claudio Villa “Una casa in cima al mondo”, per Milva “Nessuno di voi”, per Fausto Leali “Deborah”, Tripoli 69 per Patty Pravo, “Insieme a te non ci sto più” per Caterina Caselli, “Nel sole” per Al Bano e per Al Bano e Romina Power “Cara terra mia”.
Pallavicini scrisse anche il testo di “Io che non vivo senza te” ripresa poi con il titolo “You don't have to say you love me” da Elvis Presley, di cui da poco sono stati celebrati i 30 anni dalla morte.
 
Quando la musica e la televisione hanno cominciato a non essere più quelli di una volta, se ne è allontanato dedicandosi invece ad insegnare la sua poesia ai ragazzi delle scuole medie e superiori.
Come è accaduto ad altri musicisti ed artisti, nati in questa provincia ingrata, pochi associavano il suo nome alla sua “pavesità” e solo la sua scomparsa (come anche per Bardotti) ha fatto sì che la sua terra natale gli tributasse gli onori e i riconoscimenti dovuti.
 
Chissà se si sono ritrovati, da qualche parte, e se stanno sparlando di noi…da buoni pavesi.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 27/08/2007 (5809)

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