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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5862 del 12 settembre 2007 (1637) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
FdS: bilancio musicale
FdS: bilancio musicale
Finita l’abbuffata di musica, spettacoli, incontri, dibattiti, conferenze che hanno caratterizzato questa seconda edizione del Festiavl dei Saperi, è giunto il tempo di fare un bilancio, perlomeno per quello che riguarda la musica. Di base, c’è stata quasi sempre un’ottima qualità, perlomeno in quelli a cui sono riuscito ad assistere. Gli appuntamenti erano moltissimi e, durante la Notte Bianca di Sabato si sono moltiplicati; molti bar avevano un disc-jokey o un gruppo che suonava nello spazio antistante.
 
Le proposte del Vittadini si sono rivelate sempre raffinate e abbastanza varie. Tra queste vorrei segnalare la bella presentazione in musica che Roberto Aglieri ha fatto del suo ultimo CD antologico Trilogia e il gradito e apprezzato ritorno a Pavia di Bruno Villani che, insieme alla moglie e al figlio Andres, ha offerto un concerto vario, ben suonato anche nei momenti di più difficile esecuzione. Mi hanno lasciato perplesso, invece, le tre esibizioni del progetto Trialogo: vincenti sulla carta, un po’ meno nella realizzazione.
 
Il concerto di Drupi ha inaugurato il Festival in piazza della Vittoria. I Fungus, che aprivano il concerto, sono rimasti un po’ penalizzati nel poter eseguire solo due dei tre brani in programma e dal fatto che l’impianto audio è stato “calibrato” durante la loro esibizione. Anche durante il concerto di Drupi, però, l’impianto aveva qualche cosa che non andava: l’ascolto non è stato il massimo. Drupi…è sempre Drupi (nel bene e nel male) e ha presentato uno show nel suo solito stile “un po’ alla buona”, tra battute in pavese e ricordi sanremesi, che ricalcava abbastanza quello tenuto all’Antares qualche anno fa. Unica eccezione, il siparietto acustico con la moglie Dorina e il chitarrista Coccilovo. Ballantini, come ospite, si è limitato a salire un attimo sul palco, fare una brevissima imitazione di Drupi, per poi ridiscendere subito tra il pubblico.
 
Venerdì il concerto di Giovanni Allevi ha monopolizzato l’attenzione della città. Attesissimo, si è rivelato all’altezza delle aspettative: migliaia di persone, dentro e fuori (moltissime quelle fuori, a causa delle restrizioni imposte dal management dell’artista) il cortile Teresiano. Lui è un personaggio fuori dal mondo: carismatico nel suo essere naiff, senza essere quel mostro di bravura che molti esaltano, somma lo stile di Pollini, Elton John e Chick Corea (senza eguagliare i maestri, ben inteso) creando delle ballate a metà strada tra il classico e il pop, riprendedendo la forma canzone in versione solo strumentale, con gusto e tecnica, per offrire piccoli quadretti musicali godibilissimi. La sua musica, così come il suo modo di essere e di porgersi, fa di lui quel fenomeno mediatico che ha conquistato il cuore di tanti giovani.
 
Bella e apprezzata l’esibizione, in piazza del Municipio, del duo Alloisio-Stefanuto: sono riusciti ad affascinare il pubblico e a condurlo nel loro immaginario viaggio in paesi esotici con il solo aiuto di una chitarra e delle percussioni.
 
Sabato sera, notte bianca, Andrea Mingardi si è fatto conoscere dal pubblico pavese per quello che è: un eccezionale intrattenitore e un superbo cantante. E’ riuscito a coinvolgere il pubblico, al punto da convincere alcune signore (e ragazze) a salire sul palco per ballare il Surf e il Twist insieme a lui. Se pur stanco per il viaggio (la notte prima era ad Ischia) non si è certo risparmiato, offrendo quasi due ore di spettacolo passando dal blues al soul (Georgia on my mind, dedicata a Ray Charles) al duetto virtuale con Mina (unico brano con base registrata di tutto il concerto). Ottima band, coriste strepitose e veramente emozionante la partecipazione a sorpresa di una soprano che ha dedicato “Nessun Dorma” allo scomparso Luciano Pavarotti. Dopo Mingardi, è salita sul palco la Big Band del Vittadini, composta da tutti ottimi musicisti che ben conosciamo, che hanno suonato sino al mattino con l’intervento di Tamboo come vocalist.
 
Domenica sera, prima dei fuochi di artificio, ancora in piazza del Municipio hanno suonato i Sixties, supergruppo beat pavese di cui faccio parte anch’io. Non intendo certo auto-lodarmi: dico solo che il numeroso pubblico sembrava aver apprezzato molto il concerto, visto che la maggior parte si è fermata sino alla fine, rinunciando così a vedere i fuochi d’artificio.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 12/09/2007 (5862)

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