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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 603 del 31 luglio 2002 (7315) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Quella Madonna che viene da lontano...
Quella Madonna che viene da lontano...

Il 5 agosto Pavia festeggia una ricorrenza particolare che affonda le sue radici nei secoli, mescolandosi ad una buona dose di fantasia e di credenza popolare.

La Madonna della Stella è una celebrazione che forse solo i borghigiani ancora ricordano di onorare ogni anno perché si tratta di omaggiare quella Vergine, detta della Stella, che si trova scolpita nella chiesa di Santa Maria in Bethlem nel quartiere Borgo Ticino. Edificio religioso di epoca romanica, la chiesa conserva un'unica cappella originale che, a sinistra entrando, ospita la statua della Madonna della Stella il cui culto fu introdotto nel 1575 da una Compagnia di Disciplinati.

Nel medioevo il passaggio dei pellegrini presso la chiesa di Santa Maria in Bethlem, come in molte altre località, ha fatto nascere curiose leggende che sono entrate a far parte del patrimonio della tradizione popolare.
A Pavia si racconta ancora di un gruppo di mercanti pavesi che in piena estate si trovavano a Venezia per vendere le loro merci. Pronti a partire alla volta della città padana, una sera di agosto i mercanti si prepararono a lasciare la laguna per raggiungere Pavia seguendo il percorso naturale del Po e del Ticino. Sarebbe stato un viaggio lungo e faticoso. Almeno otto giorni di navigazione per risalire la corrente di due poderosi fiumi con la sola forza delle braccia.

All'improvviso, ancora nel porto veneziano, comparve loro una donna che gli chiese un passaggio sull'imbarcazione fino alla città di Pavia per sé e per il piccolo bambino che portava in braccio. L'equipaggio, così aumentato, affrontò la prima notte di navigazione ma all'alba, mentre tutti dormivano, uno dei rematori si rese conto di essere giunti proprio a Pavia. La città gli apparve imbiancata di neve, situazione assolutamente strana poiché il calendario segnava il mese di agosto.

Tutti furono svegliati dalla sorprendente notizia ma nella confusione nessuno si accorse che la donna e il bambino erano spariti. Qualcuno però notò che la misteriosa passeggera aveva lasciato le sue orme sul manto di neve pavese e, seguite quelle impronte, i mercanti giunsero fino alla chiesa del Borgo Ticino dove, con grande sorpresa, si imbatterono nella donna seduta ormai sopra un altare. Insieme a lei il bambino in una mano e una stella nell'altra.

Gli sbalorditi pavesi non ebbero alcun dubbio. Era quella la Madonna che proveniva dall'oriente e che, volendo raggiungere la città di Pavia e la chiesa del Borgo, aveva compiuto quel doppio miracolo, di velocità e di meteorologia.
Così ogni anno Pavia festeggia la Madonna della Stella che il 5 agosto giunse in città imbiancandola di neve.

La statua lignea che ancora oggi si ammira nella chiesa di via dei Mille è considerata di fattura duecentesca e di autore anonimo. Si tratta della più antica statua della Vergine presente nella diocesi di Pavia e riproduce il tipo della Madonna orientale detta Nicopeia.
Il bambino Gesù regge un libro con la scritta Ego sum lux mundi e con la mano destra benedice alla greca, cioè con il dito anulare e mignolo chiusi.
Interessante il rifacimento settecentesco dell'intera cappella con altare marmoreo, stucchi, putti e angeli.
Al 1851 risalgono gli affreschi realizzati dal pittore pavese Paolo Barbotti per celebrare la Vergine con un'Annunciazione, lo Svenimento davanti alla croce e l'Assunzione.

 
 Informazioni 
 

Jessica Maffei

Pavia, 31/07/2002 (603)

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