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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 6102 del 19 novembre 2007 (1979) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La pazzia di Boris
La pazzia di Boris
La pazzia di Boris è quella di Orlando innamorato, è la passione che prende il sopravvento sulla ragione, è l’afflato compositivo, la ricerca continua ed ossessiva, l’impossibile reso possibile; per amore si fa questo ed altro. Ed è l’amore estremo per la musica, per il canto, che l’ha spinto a sperimentare, ad osare, a spingersi oltre.
Insanologyè tutto questo…ed anche di più!
E’ un’antologia di insanità mentali applicate alla musica: solo un pazzo si metterebbe a fare tutto un disco con l’unico aiuto della propria voce. Ma non è stato il primo, e neanche l’ultimo. Da Roy Wood (degli ELO) ad Harry Nilsson, a Demetrio Stratos, per arrivare sino a Bobby McFerrin, una lunga teoria di “pazzi” si è cimentata in questo esercizio insano.

Nell’estate del 2006 Boris Savoldelli (crooner, studioso della voce, ve ne ho parlato più volte, e anche quest’anno sarà ospite al Lennon Memorial Concert) inizia la composizione di quello che sarà il suo primo album solista, un progetto sperimentale di sola voce dal titolo Insanology, prodotto da Paolo Filippi presso il Cavò Studio, interamente realizzato con la propria voce, senza strumenti aggiuntivi, e con l’ausilio di un looper (un campionatore vocale multi traccia).
Il lavoro si basa, per la composizione delle canzoni, su un’idea mantrica” dei brani, dove la ripetizione continua di brevi porzioni armoniche e ritmiche, sovrapposte le une alle altre creano il brano. Per la parte lirica del progetto si è avvalso della collaborazione di Alessandro Ducoli che firma tutti i testi dell’album.
Dopo avere sentito alcuni provini del progetto, Mark Murphy (grande coroner statunitense e mentore di Boris) ha deciso di regalare un suo brano inedito dal titolo "In the seventh year" che è stato riarrangiato per sole voci dal compositore Federico Troncatti. Inoltre il chitarrista Newyorkese Marc Ribot ha partecipato alla registrazione di due brani: Mindjoke e  Insanology. Questa però va raccontata.
Boris (e qui si dimostra che è un pazzo) da sempre ammiratore di Ribot, gli scrive dicendogli che il suo sogno sarebbe averlo ospite nel suo disco. Il manager del chitarrista risponde che “ mr.Ribot non incide dischi a pagamento, ma sarà lieto di ascoltare i brani.”.

Dopo poco tempo arriva una seconda lettera, questa volta di Ribot che dice di aver ascoltato l’album e che gli è piaciuto e vorrebbe fare degli interventi in due brani in particolare.particolare; e così, oltre alla voce di Boris, l’unico altro strumento che compare nell’intero album e la chitarra di Marc.
Difficile e complesso da realizzare, incredibile da progettare, Insanology è un disco godibilissimo da scoltare: un perfetto esempio di semplicità complicata. Sono, a tutti gli effetti, canzoni e, dopo pochi attimi, ci si può dimenticare che tutto è realizzato da una voce sola e godersi la musica, come in un qualsiasi altro disco.
Bluechild (di Ducoli) e Crosstown Traffic (di Hendrix) sono, insieme a In the seventh year (di Murphy), gli unici tre brani non partoriti dai deliri di Boris. “Io?”, invece, è il nucleo generativo della “pazzia”. Concepita per l’album precedente (un concept dal titolo Degeneration Beat), è nata da una mia malsana idea, avendolo sfidato a sviluppare la canzone per sola voce. Se già amava giocare con il campionatore vocale, da quel momento il novello Orlando/Boris è stato preso da pazzia amorosa.

E meno male, visti i risultati.
Un album splendido.
 
 Informazioni 
Boris presenterà il disco  con un mini-show a Pavia
Quando: sabato 24 novembre, ore 18.30
Dove: presso il negozio DownTown,  via Rezia

 

Furio Sollazzi

Pavia, 19/11/2007 (6102)




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