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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6126 del 27 novembre 2007 (3532) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cattedrali d'acciaio
Il manifesto della mostra
Le grandi fabbriche dimesse - al centro della nuova mostra ospitata nello Spazio per le Arti contemporanee del Broletto di Pavia - sono una realtà significativa del nostro tempo e dei luoghi del nostro abitare, un passato prossimo che ci si presenta come congelato nel suo ultimo istante di attività, coperto dalla polvere grigia e dai frammenti di una civiltà delle macchine che un tempo imponeva ritmi forzati al lavoro dell’uomo, mentre ora è immobile nella sua desolata grandiosità.
 
Di fronte a questi santuari della modernità - la Necchi, la Neca, la Snia Viscosa, la Falk, che emergono con i loro volumi immediatamente riconoscibili nel tessuto urbano delle nostre città - l’atteggiamento creativo di Günter Pusch (pittura), Marion Braun (fotografia) e William West (scultura) si trasforma in una sorta di ricerca archeologica che riconosce la preziosità di ogni frammento e si serve dell’arte per produrre una rinascita delle fabbriche, restituendo a queste cattedrali di vetro ferro e cemento la dignità della memoria.
 
Tre artisti stranieri - Pusch e Braun sono tedeschi, West è inglese - a confronto con una realtà tutta italiana, approfondita attraverso linguaggi espressivi differenti, ciascuno in grado di cogliere e trasmettere da un diverso punto di vista il fascino silenzioso dei grandi spazi vuoti, degli strumenti e dei macchinari abbandonati alla polvere, della natura che si fa strada spontaneamente tra i vetri rotti.
 
Marion Braun, Günter Pusch e William West (gli ultimi due da diversi anni legati a Pavia, dove hanno i loro atelier) dimostrano una sensibilità eccezionale nell’osservare e tradurre elementi significativi della nostra storia recente in opere dotate di un particolare potere evocativo: nell’assenza quasi totale dell’elemento umano si avverte la presenza silenziosa dei tanti lavoratori che hanno dato vita alle fabbriche.
 
Una presenza evanescente che acquisisce concretezza ancora maggiore grazie alla scelta di accompagnare la dimensione visiva delle opere con le musiche composte da U-inductio, realtà pavese di grande interesse, che attraverso suoni e rumori racconta del proprio originale percorso nel campo delle contaminazioni artistiche, guidandoci in quella che può essere definita un’immersione multisensoriale nell’arte.
 
L’esposizione “Cattedrali d’acciaio”, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia e curata da Francesca Porreca, verrà inaugurata sabato 1 dicembre alle ore 18.00.
 
 Informazioni 
Dove: Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto, Piazza della Vittoria - Pavia
Quando: dal 1 al 30 dicembre 2007, da martedì a venerdì: 16.30-19.00; sabato e domenica: 10.30- 12.30 / 16.30-19.00. Chiuso il lunedì e il 25 dicembre.
Ingresso: libero          
Per informazioni: tel. 0382/33853
 

Comunicato Stampa

Pavia, 27/11/2007 (6126)




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