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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 622 del 27 luglio 2001 (10175) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo stemma della città
Lo stemma della città

L'origine dello stemma di Pavia risale, quasi certamente, a prima del 1300. Quando il territorio pavese viene istituito come contea, ha come simbolo uno scudo triangolare diviso in due parti: una croce latina bianca in campo rosso, in cui nella metà sinistra vi è il biscione che divora un bambino, simbolo dei Visconti. Con il successivo passaggio della città sotto gli Sforza, vi si affianca il simbolo sforzesco: "tre aquile nere" poste una sull'altra, e lo stemma cittadino diventa uno scudo "sannitico" diviso in due parti: in quella di sinistra rimane la croce latina e in quella di destra i due simboli nobiliari.

Nel 1600 circa, lo stemma viene modificato in ovale con la sola croce bianca in campo rosso; contornato da un cartoccio pergamenato e sormontato da una corona, sulle cui punte vi erano alternate due perle e tre fioroni. Sotto la stessa era raffigurato un mascherone che la cingeva. Le punte e le relative perle, con il tempo, variano di quantità: in alcune raffigurazioni se ne vedono cinque, mentre in altre ne troviamo nove, sormontate in modo alterno da perle e fioroni.

Dal 1750 sino al 1800 circa, mentre Pavia vive in pieno il periodo "repubblicano", vengono tolti dallo stemma sia gli angeli sia il mascherone. Lo stemma diviene inoltre più panciuto, con il fondo arrotondato e mantiene il cartoccio pergamenato e la croce bianca.

Durante questo periodo viene imposto alla cittadinanza uno stemma araldico ovale, con una figura di donna rappresentante "la Repubblica" con il viso rivolto a destra. Nella mano destra regge un'asta, sulla quale vi è il berretto "frigio", mentre con la sinistra si appoggia al fascio littorio. Nella parte inferiore lo stemma era ornato da due rami di alloro, simbolo di gloria e di regalità.

Questo stemma però ebbe vita breve, il 18 aprile 1816 infatti, per decreto di S.M.I. e con la seguente nota del 3 luglio, viene così comunicato al "Conte Podestà" di Pavia quello nuovo:

"...Scudo di rosso con una Croce piena d'argento. Lo scudo è cimato da una corona d'oro ornata di gemme e perle, con cinque fioroni del medesimo e sormontata dall'Aquila Imperiale

bicipite spiegante di nero, diademata ed imbeccata d'oro e linguata di rosso. Dai lati, e nella punta è lo scudo accompagnato da un contorno accartocciato e frastagliato d'oro ...".

Il Pavesi nella sua opera, sulla storia dello stemma cittadino, propone di utilizzare, come stemma della città, quello scolpito in pietra infisso nel muro del Duomo e in quello della Torre Civica, che così descrive: "...lo scudo era ovale con all'interno una croce quasi greca; in testa al palo della stessa vi era raffigurato un mascherone grottesco, che cinge sul capo la corona "Comitale" antica. Il tutto era posto su di un contorno accartocciato a ricci".

Si leggono poi nel lato sinistro del cartoccio il monogramma CO e in quello destro il monogramma PP tutt'ora parte dello stemma: essi rappresentano le contrazioni di "Commune Papiae" che significa appunto il Comune di Pavia.

I colori dello stemma ticinense sono stati adottati dal 1983 dai Goliardi del Supremus Ordo Papiae Chiavandi, post nomato "Minerva", mentre lo stemma viene orgogliosamente portato sulle feluche dagli universitari.

 
 Informazioni 
 

Andrea Nava

Pavia, 27/07/2001 (622)

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