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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 6224 del 7 gennaio 2008 (3085) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il “Dutùr” ha colpito ancora!
la copertina del cd
C’era una volta… un medico con la passione per la musica, per la poesia, per il dialetto e la buona cucina. Aveva cominciato a scrivere “strofette” in dialetto pavese e le offriva ai propri pazienti sotto forma di segnalibro augurali. Da lì alla pubblicazione di un libro vero e proprio, il passo non fu lungo.
 
Ma al buon dottore tutto ciò non bastava: la sua passione per la musica gli rodeva dentro come un boccone mal digerito. Così, arrivato ai fatidici 50 anni, con l’aiuto di qualche amico, si mette ad incidere un cd con le sue canzoni. Rinfrancato da questa nuova iniziativa, riprende in mano il progetto “palco” e chiama a raccolta amici musicisti volonterosi e, nel cortile della Villa Botta-Adorno di Torre d’Isola, tiene un concerto-recital per la presentazione del cd “G’Ho un Dulùr”. Protagonisti della serata Al Dutùr e i sò Amìs. È un successone!
 
Il medico in questione è Paolo Zanocco. Passato più di un anno in silenzio, ecco che l’instancabile medico-poeta-menestrello se ne esce con un nuovo cd “Un Paes fantasma… in un mond ad puesia”, dedicato al paese di Torre D’Isola e prodotto dalla municipalità del paese stesso, che ne fa un omaggio natalizio ai propri concittadini.
 
Mentre il primo cd conteneva tutta una serie di canzoni per anni rimaste in un cassetto (alcune anche un po’ goliardiche e sboccacciate) questo secondo lavoro (vista anche la destinazione finale) è rimasto contenuto su un piano più poetico e descrittivo.
Al lavoro (oltre a Paolo Zanocco stesso) hanno partecipato Franco Cellario e la figlia Elysa, Mimmo Longhi (che ha firmato anche una delle composizioni), Gianluca Re e Silvio Negroni che ha suonato la chitarra nel brano scritto a due mani con Zanocco.
 
La copertina del libroMa il “Dutùr” non è ancora contento ed ecco che, complice il barbiere Tosco (vera istituzione pavese), ti produce anche un nuovo libro dal titolo “La Cà ad Balnégar”, un volumetto che raccoglie modi di dire e “detti” pavesi della tradizione orale.
 
Ad ogni frase è stato abbinato un personaggio (in alcuni casi, in coppia con altri), che commenta o rappresenta bene il senso del motto, la cui foto troneggia al centro della pagina. E così, proprio a causa di quella mia foto sono stato apostrofato da Mustafà (un senegalese che da anni staziona davanti al supermercato Despar) con uno stentoreo “Fàm da sunadùr”, seguito da un dito indice puntato in tono accusatorio. Alla mia richiesta di spiegazioni, ho ricevuto un criptico e quanto mai soddisfatto “Ho il libro!”. E così ho scoperto di esserci anch’io su quel libro che, ormai, è già diventato un “must”.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 07/01/2008 (6224)

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