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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6268 del 22 gennaio 2008 (1570) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Matite per la Memoria, IV
La locandina dell'iniziativa
Corrono tra il filo spinato le linee colorate che seguono le tracce di alcune figure europee rappresentative di un fenomeno molto vasto e complesso. La fuga degli ebrei a causa delle leggi razziali e il conseguente abbandono forzato del proprio Paese, della propria casa, degli affetti e di un mestiere è il tema della IV edizione dell’iniziativa promossa dal Settore Beni e Attività Culturali della Provincia di Pavia in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria (27 gennaio).
 
Verrà presentata sabato, presso il liceo classico di Pavia, una nuova mostra di disegni “a tema” raccolti nell’ormai noto ed esaustivo titolo “Matite per la Memoria”.
 
Due, e altrettanto famose, le matite autrici delle tavole esposte: sono quelle di Andrea Valente e Michele Tranquillini, che nel mese di febbraio esporrà anche in Santa Maria Gualtieri.
Dieci i personaggi celebri (alcuni lo erano già, altri lo divennero in seguito) di cui le tavole dei nostri illustratori raccontando le storie di emigrazione.
 
C’è più testo rispetto agli altri anni – spiega Angela Gramegna, curatrice dell’esposizione per conto dell’Ente –: accanto ai disegni che raffigurano le città in cui si sono rifugiati i protagonisti scelti e ai tracciati che ne individuano il percorso di fuga, verranno, infatti, riassunte le loro vite e vicende del periodo”…
 
Emanuele Luzzati, pittore, animatore, illustratore e scenografo italiano nato a Genova, e scomparso esattamente un anno fa 2007, che si trasferì in Svizzera e si diplomò all'Ecole des Beaux Arts di Losanna.
 
Rita Levi Montalcini, scienziata di fama mondiale e nobel per la medicina, nel 1938 dovette a lasciare Torino per emigrare in Belgio, dove continuò le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
 
Nello stesso anno, il poeta e scrittore italiano Umberto Saba, fu costretto a cedere la propria libreria al commesso e fuggire a Parigi. Ritornato in Italia alla fine del 1939, si rifugiò prima a Roma, poi nuovamente a Trieste, sua città natale, e di nuovo costretto alla fuga dopo l'8 settembre 1943 i nascose a Firenze.
 
Il regista e sceneggiatore italiano Gillo Pontecorvo, cresciuto in una famiglia ebraica benestante, segue Bruno, il fratello scienziato a Parigi, dove frequenta l'ambiente degli esuli politici italiani e artisti di ogni genere. Nel 1940 accompagna nuovamente il fratello in una rocambolesca fuga a Tolosa.
 
Albert Einstein, fisico e filosofo tedesco, a causa delle persecuzioni antisemite, si trasferì negli Stati Uniti dove divenne professore all’Institute for Advanced Studies di Princeton, assumendo la cittadinanza americana nel 1941.
 
Nata da una famiglia ebraica ad Hannover, ad Hanna Arendt fu negata l’abilitazione all'insegnamento nelle università tedesche proprio per via delle sue origini. Arrestata dalla Gestapo nel ’33, poiché diventata attivista politica che documentava la persecuzione degli ebrei, riuscì a fuggire da Berlino e a raggiungere Parigi dove per tutti gli anni ‘30 portò avanti lo stesso impegno. Dopo l'invasione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale, dovette emigrare anche da qui, diretta negli Stati Uniti, dove divenne attivista nella comunità ebraica tedesca di New York.
 
Bruno Bettelheim, psichiatra e psicanalista di origine austriaca, dedicatosi in particolar modo allo studio dei problemi dei bambini psicotici, fu prigioniero nei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald durante le persecuzioni razziali. Liberato fortunosamente nel 1939, emigrò prima in Australia e poi negli Stati Uniti.
 
Il famoso regista Roman Polanski, nel 1937 tornò in Polonia in seguito al crescente antisemitismo che si stava sviluppando in Francia. Con la famiglia venne però rinchiuso nel ghetto di Varsavia. Lui riuscì a fuggire, mentre sua madre morì nel campo di sterminio di Auschwitz.
 
La squadra di calcio olandese dell'Ajax, negli anni trenta era la più amata dagli ebrei di Amsterdam. La sua ala destra Eddie Hamel, ebreo newyorkese bravo e di bell’aspetto, era un motivo in più per andare allo stadio… prima che la scritta "Proibito agli ebrei" venisse inchiodata sul cancello d’ingresso. In seguito all'occupazione nazista, Hamel, che aveva già lasciato la squadra, fu deportato e assassinato ad Auschwitz; Han Hollander, primo radiocronista calcistico del paese, anch’egli di religione ebraica, subì la stessa sorte, così come molti dei tifosi.
 
 Informazioni 
Dove: c/o Liceo Classico “Ugo Foscolo” in via Defendente Sacchi, 15 - Pavia
Quando: dal 26 gennaio al 23 febbraio 2008, con il seguente orario: dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00.
Informazioni: visite guidate per scolaresche su prenotazione allo 0382/597425 (Angela Gramegna)

 

La Redazione

Pavia, 22/01/2008 (6268)

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