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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6298 del 29 gennaio 2008 (2335) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La Battaglia di Nikolajewka
Particolare della copertina del libro
Nikolajewka (Russia), 26 gennaio 1943. La città fu teatro della famosa, quanto cruenta e sanguinosa omonima battaglia della Campagna di Russia (1941-1943) che terminerà di lì a pochi mesi con il ritiro dell’ARMIR, l’ottava Armata Italiana in Russia.
Ritiro alquanto doloroso, se si pensa che a Nikolajewka sono morti da quattro a seimila soldati.
I numeri sono ancora più impressionanti se consideriamo l’intera Campagna di Russia.
 
Le forze presenti ed operanti all’inizio della battaglia - ha scritto l’Ufficio Storico dell’Esercito - ammontavano complessivamente a 229.000 uomini. Detratto da tale cifra il numero dei feriti e dei congelati rimpatriati, pari a 29.690, restano 199.310 combattenti. Alla conclusione della battaglia mancavano all’appello 84.830 uomini. I superstiti furono dunque 114.486. L’URSS ha restituito 10.030 prigionieri. Il numero dei combattenti dell’ottava armata che non sono tornati in Italia dal fronte russo ammonta pertanto a 74.800. Nessuno, né da parte italiana né da parte sovietica, ha potuto indicare quale fosse, in questa cifra, il numero dei morti e il numero dei dispersi.
 
La città di Nikolajewka, fondata nel 1789 dal principe Potemkin che le diede il nome del santo patrono della Russia – Nicola – oggi non esiste più, essendo divenuta Livenka, ma al solo pronunziare quel nome ancora si riempiono di lacrime gli occhi degli Alpini che, il prossimo 3 febbraio, si raduneranno a Cigognola per commemorare il 65° anniversario della battaglia.
 
Come da qualche anno a questa parte, la scelta di Paolo Nascimbene - presidente del gruppo di Broni dell’Associazione Nazionale Alpini -, è caduta su Cigognola perché proprio a Cigognola si trova uno dei rari monumenti agli Alpini.
 
Le celebrazioni di quest’anno si terranno secondo il seguente programma:
 
 Ore 10.30 - Piazza Castello
Alzabandiera e commemorazione.
Interventi del sindaco di Cigognola, Marco Ruggeri, dei Generali Roberto Abbiati e Vittorio Biondi, del Ten. Gianni Galeazzi e di Antonio Casarini, presidente sezionale dell'A.N.A..
 A seguire
Corteo al monumento all'Alpino e lungo le vie del paese, con l'accompagnamento della Banda musicale "Cetra d'Oro" di Casteggio.
 Ore 11.15 - Chiesa parrocchiale
Santa Messa celebrata da don Tonino Moroni.
I vari momenti della funzione religiosa saranno intervallati dai canti eseguiti dal coro alpino "Timallo" di Voghera.
 
La commemorazione, in realtà, avrà inizio, già il giorno precedente (2 febbraio, ore 21.00) quando, nella sala espositiva del Polo Pubblico di Valle Cima, sarà presentato il libroI Caduti e i Dispersi della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese nella Campagna di Russia” a cura di Paola Chiesa, giovanissima docente dell’Istituto “Volta” di Pavia e responsabile del progetto civico-culturale “Lettera alla famiglia di un Caduto in operazione di pace”, promosso dalle Forze Armate in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.
 
E di lettere ne deve aver spulciate parecchie, la professoressa Chiesa, se si è reso necessario un tomo di oltre ottocento pagine per accoglierle tutte, unitamente ad una ricca galleria fotografica.
Naturalmente stiamo parlando delle lettere scritte alle proprie famiglie dai soldati sradicati dalle natie terre d’Oltrepò, dai campi, dalle stalle per essere sbattuti, dalla follia del fascismo, a combattere, male armati e peggio equipaggiati, sul fronte russo.
Escono, dalla lettura del monumentale volume, soldati contadini, manovali, operai, generalmente poco alfabetizzati.  Ne escono, per dirla con le parole di Nuto Revelli, “uomini semplici, che non sapevano nemmeno dove fosse l’Unione Sovietica. Morti per colpa di scelte più ciniche che incoscienti. Morti per niente”.
 
 Informazioni 
Dove: Cigognola
Quando: sabato 2 e domenica 3 febbraio 2008

 

Comunicato Stampa

Pavia, 29/01/2008 (6298)




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