Si chiama “La memoria del Po" il progetto ideato dalla cooperativa "Progetti" di Pavia per raccogliere e preservare le voci degli anziani dei Comuni rivieraschi dall’oblio.
Gli 80 chilometri circa del Grande Fiume che attraversano la nostra provincia raccontano storie di lavoro e svago, di tradizioni, riti e consuetudini, di natura ora benevola, ora minacciosa. Il Po è l’elemento naturale che da sempre scandisce la vita dei paesi che sorgono sulle sue rive, plasma il territorio e la personalità degli uomini. La società Progetti intende raccogliere le testimonianze dei cambiamenti e degli eventi significativi che hanno scandito il rapporto tra l’uomo e il fiume nel corso dei decenni del secolo scorso, attraverso la voce di chi, sul fiume, è nato, cresciuto e vissuto, al fine di tramandarne la memoria.
La Provincia di Pavia e l’AIPO (Agenzia Interregionale per il Fiume Po) condividono le finalità scientifiche e culturali del progetto, finanziandone la realizzazione.
“La volontà di recuperare un parte importante della storia locale attraverso il sapere dei diretti testimoni si integra perfettamente – hasottolineato il presidente della Provincia Vittorio Poma, in sede di presentazione – con le politiche di valorizzazione del territorio portate avanti dall’amministrazione provinciale. Si tratta per altro di un patrimonio che rischia di andare perduto insieme ai suoi depositari”.
“L’Aipo – dice il presidente Davide Boni – ritiene che l’adesione al progetto possa proficuamente arricchire il patrimonio di conoscenze dell’Agenzia stessa, in particolare riguardo alle testimonianze sui fenomeni di piena accaduti nel corso degli anni. La ricerca costituisce uno degli elementi utili per lo studio e la comprensione della situazione passata ed attuale del fiume Po, che è peraltro oggetto, come noto, di rinnovata attenzione, analisi e proposte da parte del mondo istituzionale, scientifico e culturale, anche in relazione alle conseguenze dei possibili cambiamenti climatici.”
“Il territorio può essere salvato solo quando è conosciuto – ha concluso Poma – per questo abbiamo invitato con una lettera rivolta ai sindaci – tutti i Comuni rivieraschi a collaborare al progetto”.
Arena Po, Portalbera, Rea, Spessa Po, Mezzanino, Mezzana Bigli, Bastida Pancarana, Corana sono i centri per ora interessati dal progetto, presso i quali verranno raccolte le interviste ai “testimoni” del tempo.
Il progetto, che si articola in varie fasi, ma prima di passare a quella operativa, le ideatrici hanno illustrato alla stampa, così come ai rappresentanti delle varie Amministrazioni Comunali, la nascita del progetto.
““Qual è il ruolo della narrazione in una società che va di fretta e non ha tempo per momenti di ascolto e racconto?”: da questa domanda – spiegano Ilaria Nascimbene e Alessandra Viola della società Progetti – è scaturita la nostra idea. In un’epoca in cui il raccontare e il raccontarsi hanno perso il loro significato sociale e rituale, la raccolta di interviste orali restituisce il diritto alla narrazione e all’autobiografia e si inserisce in un’ottica di costruzione dell’identità individuale e collettiva, di recupero e rafforzamento del legame del singolo individuo con la comunità e della comunità con il territorio”.
Per ogni Comune, nei prossimi mesi verranno intervistate una decina di persone nate in questi paesi prima del 1940. Successivamente (nel periodo estivo) le interviste saranno riversate su supporto digitale. I cd audio registrati, insieme alle dispense che riporteranno la trascrizione di quanto registrato, saranno poi conservati presso le biblioteche dei Comuni coinvolti e resi fruibili da chiunque sia interessato.
I risultati del lavoro – ovvero la creazione di un vero e proprio archivio della memoria collettiva – sono attesi per la fine dell’anno 2008 e in chiusura al progetto è prevista la realizzazione di una mostra itinerante che illustri “La memoria del Po". |