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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6636 del 5 maggio 2008 (2950) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Racconti Sbagliati
La copertina del libro
Racconti sbagliati” è l’ultima fatica letteraria di Giovanni Pallavicini, scrittore e volontario del Comitato di coordinamento pavese per i problemi dell’Handicap che, come sempre, quando prende in mano la penna lo fa per aiutare qualcuno: questa volta è toccato all’Anffas.
 
Nella premessa, Vittorio Poma – presidente della Provincia di Pavia, che ha sostenuto la pubblicazione del testo – afferma che “il libro ricorda un puzzle che attraversa luoghi, vicende, stati d'animo, episodi di storia e di cronaca e restituisce, venata di malinconia, l'immagine precisa della Pavia che è stata.
In alcuni passaggi, ha la dolcezza di un acquerello, con i colori del Ticino e del cielo sul Ponte Coperto  – tanta è la leggerezza con cui Pallavicini tratteggia le vicende quotidiane di uomini e donne del Ponte di Pietra o di via Siro Comi, che hanno lavorato alla Necchi o all'Arsenale, e percorso in bicicletta le strade che sconfinano verso le campagne degli anni Cinquanta e Sessanta.
C'è una vena di malinconia, in questi racconti – per quella che è stata la città racchiusa tra il fiume e i vicoli del centro e per il modo semplice con cui la nostra gente ha vissuto le grandi vicende della storia italiana, dalla guerra all'emigrazione.
Ma non è un libro soltanto di storia locale. O meglio, la storia locale è uno strumento per affermare il principio della generosità come il valore più autentico che fa grandi anche uomini e donne che possiamo incontrare tutti i giorni... e che incontriamo ad ogni pagina di Racconti sbagliati.
 
È vero, tra le pagine di questo bel libro c’è l’infanzia dell’autore, fatta di piccole cose, di divertimenti semplici, ma capaci di regalare grandi emozioni; di bonarie invidie per i coetanei più abbienti - che passavano in carrozza - invidiando a loro volta chi, invece, poteva liberamente giocare a piedi nudi nella polvere della strada. Ci sono i racconti di vita, nati da un certame tra i ragazzi della compagnia frequentata in età più adulta, e ci sono “lezioni di vita”, che passano leggere tra le righe e riaffiorano alla fine di ogni racconto con un messaggio positivo, di speranza. La speranza che la cultura di ieri trovi posto nella vita di oggi e che la gente, a partire dai giovani, riesca a trovare tempo non solo per se stessa, ma anche per gli altri.
 
Avventurandoci nella lettura scopriamo la storia della Signora Martina, che ogni mattino si alza con l’idea di aiutare chi ne ha bisogno e di mettere in circolo il suo amore per il prossimo, che vive tra i ricordi e alle 4 del pomeriggio vince la solitudine affacciandosi, dalla vetrina di un bar, nella vita dei passanti, osservando gli avventori e ascoltando, non per curiosità, ma per desiderio di partecipazione - alle gioie o ai dolori - i discorsi altrui…
 
C’è poi la storia di Salvatore, sempre capace di sorridere alla vita, che già lo aveva messo a dura prova, che in seguito a un incidente stradale si vede costretto su una carrozzina e, quindi, a rivoluzionare la propria quotidianità in relazione alla nuova realtà e ai problemi che ne conseguono… Problemi affrontati, e brillantemente superati, soprattutto grazie al supporto del ritrovato amico Augusto.
 
Entriamo, spostando indietro le lancette dell’orologio, nella tranquilla casa di Beppe, appena al di là del Po, dove le giornate trascorrono al ritmo della campagna… Una casa che “anche se di primo acchito non trasmetteva niente di niente – per usare le parole dell’autore –, piantata su quel pezzo di terra che solo i proprietari sentivano ribollire di vita… … poteva essere definita strategica”, perché negli anni della seconda guerra mondiale divenne un passaggio obbligato – e tappa sicura – per quanti volevano raggiungere le forze partigiane nascoste sulle colline pavesi.
 
Leggiamo anche delle vicende di Severina, che puntualmente si scontra con l’arroganza di chi si sente superiore, ma che, con l’intelligenza di chi, se pur dotato di minor cultura, vanta maggior saggezza, decide di compatire (nel senso originario del termine), piuttosto che aggredire…
 
Non vi svelo di più, se non che tra le 175 pagine di Pallavicini ritroviamo anche il viaggio-impresa di Diego, l’intrepido ciclista che da Pavia ha pedalato fino a Capo Nord.
 
Il libro verrà presentato nell’ambito dell’assemblea della Consulta Comunale del Volontariato di Pavia, aperta a tutti i cittadini. Alla presentazione interverranno: Angelo Stella, dell’Università di Pavia; Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, e Francesco Brendolise, Assessore Servizi Sociali del Comune di Pavia. Modererà Carla Torselli, Presidente Anffas Regionale.
Per l’occasione alcuni brani verranno letti da Zelinda Gasperini, volontaria ADOV, ed una copia omaggio del libro sarà offerta ai partecipanti.

 

 
 Informazioni 
Dove: Salone del Terzo Millennio c/o Casa del Giovane di via Lomonaco, 43 - Pavia
Quando: giovedì 8 maggio 2008, ore 21.00
 

Sara Pezzati

Pavia, 05/05/2008 (6636)

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