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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 6642 del 8 maggio 2008 (2964) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lucio Dalla - Il Concerto al Fraschini
Lucio Dalla - Il Concerto al Fraschini
Dalla è tornato ad esibirsi a Pavia dopo tanti anni di assenza e l’ha fatto con un concerto nato per il teatro e quindi, giustamente, ospitato dal nostro Fraschini anche per la “alta” causa per cui è stato organizzato dalla FAI, di cui lui si professa sostenitore.
 
Sono stato a trovarlo nei camerini prima dello spettacolo e, dopo baci e abbracci e saluti di rito (ci si vede, in media, solo ogni nove/dieci anni), richiesta di notizie su Renzo Fontanella (che si è rifugiato in Liguria a costruire barche) abbiamo chiacchierato un po’ su cosa si fa adesso, su come vanno le cose, ecc…
 
Quando gli ho confessato che, imperterrito, continuo a suonare, mi ha detto “Anch’io, come vedi. A volte mi dico che sarebbe ora di smettere, ma poi mi rendo conto che mi piace ancora tanto. E poi, invece di rallentare, faccio un sacco di cose: il teatro (Tosca, Amore Disperato, 2003-Beggar’s Opera, 2008), insegno all’università di Urbino (dopo aver conseguito la laurea honoris causa, a Bologna, in Scienze della comunicazione) e sto suonando moltissimo. Sono appena stato a Zurigo, in Grecia e… insomma, finché mi diverto vado avanti! Oh, passa a salutarmi dopo lo spettacolo; voglio sapere se ti piace. Io lo trovo bellissimo”.
 
E sono passato a salutarlo e a confermare che lo spettacolo è veramente bello.
 
Ottimi i musicisti, bravissima (come sempre) Iskra Menarini. Essenziali ma molto ben studiate e d’effetto le scenografie, le luci e i filmati trasmessi sul grande schermo a led luminosi.
Mi ha fatto sorridere la trovata del tavolino tondo con la lampada accesa su cui si siede per una parte dello spettacolo: da un anno a questa parte lo spettacolo che ho imbastito con Tambognola Sconnection si apre e si chiude con lo stesso trucco scenico.
Rimane stupito, quando glielo dico, e poi si mette a ridere “Affinità elettive. Ti avrò ben trasmesso qualcosa nel tempo che abbiamo passato insieme”.
 
Le canzoni del nuovo album funzionano molto bene e sono a livello dei suoi migliori dischi e quelle vecchie, riarrangiate, continuano a trasmettere emozioni. Una per tutte l’immortale: Caruso.
Bravo anche il giovane Marco Alemanno che ha già sviluppato una bella presenza scenica e sfoggia una recitazione dai toni shakespeariani.
 
Prima di cantare Piazza Grande ricorda un incidente d’auto avuto a Pavia quando Morandi faceva qui il servizio militare; ma si dimentica di dire che il testo è di Sergio Bardotti (grande autore pavese, recentemente scomparso) e che la piazza non è quella di Bologna (come i più credono) ma quella di Pavia.
 
Ci salutiamo ancora una volta con un abbraccio. “Oh, “fratello”, quando vedi che sono nei dintorni vieni a trovarmi!”.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 08/05/2008 (6642)

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