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Pagina inziale » Università » Articolo n. 6685 del 16 maggio 2008 (2088) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Una strana gioia di vivere
Una strana gioia di vivere
Le testimonianze di vita vissuta, le canzoni di Fred Buscaglione, i filmati e le ricostruzioni storiche: l’Italia degli anni Cinquanta – tra neorealismo ed emigrazione, nuovi stili di vita e campioni sportivi, da Gino Bartali a Gianni Rivera – raccontata in una lezione-progetto che cerca di analizzare anche la felicità e la gioia di vivere di un periodo.
 
La lezione-spettacolo “Una strana gioia di vivere. Felicità, storia e canzoni nell’Italia della ricostruzione”, organizzata dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, su progetto di Paolo Colombo – storico dell’Università di Milano che indaga il rapporto tra storia e narrazione utilizzando nuove fonti e nuovi metodi comunicativi – e di Gioachino Lanotte, si terrà martedì sera nel Cortile delle Statue dell’ateneo pavese e sarà aperta a tutti.
 
Si può ricostruire la storia di un sentimento?
La proposta di Paolo Colombo e Gioachino Lanotte prova a raccontare la felicità, o, meglio, qualcosa che sta nei dintorni della felicità. Un sentimento strano, prima di tutto, perché è un sentimento raro. E, infatti, se si va a cercarlo da qualche parte, nella storia (come nella vita comune), si fa enormemente fatica trovarlo. Perché quando si racconta la storia, quella con la S maiuscola, al 99% si racconta di drammi, di catastrofi, di conflitti, di sofferenze.
Nel convincimento che gli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale siano coincisi con un breve tempo in cui gli italiani sono stati, in un certo qual modo, più felici, ci si avvale di una fonte storiografica piuttosto eterodossa, ma estremamente contemporanea: le canzoni. Canzoni della Ricostruzione e sulla Ricostruzione.
Queste canzoni – eseguite dal vivo da un abile musicista, studioso del rapporto fra storia e canzone  –  accompagnano la ricostruzione della difficile situazione italiana successiva al 1948, con un’ottica privilegiata centrata su Milano, e si rivelano capaci di instillare dei dubbi circa la totale affidabilità del grigio quadro offerto di quel momento storico attraverso la cultura dominante, soprattutto attraverso i film del Neorealismo.
 
Storie vere, di persone realmente esistite, dettano la strada su cui riflettere: prima di tutto quelle piccole storie personali (ragionieri, ballerini, emigranti, orfani di guerra…) indispensabili a tessere la trama della grande Storia, ma solitamente – nella grande Storia – poi invisibili; assieme a queste, storie più note (Bartali, Fred Buscaglione, Gianni Rivera e Sandro Mazzola…) segnano il percorso che si compie attraverso un’Italia in cui (tra vecchie miserie e nuove automobili, vecchie romanze e nuovo swing, vecchie abitudini alimentari e nuovi look) donne e uomini vogliono lasciarsi alle spalle i dolori di un tempo tremendo e si affannano coltivare con enorme impegno e dedizione un sentimento delicatissimo e impagabile: la felicità.
 
Paolo Colombo è professore straordinario di Storia delle istituzioni politiche presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna anche Storia contemporanea. È coordinatore del Centro di ricerca “Arti e mestieri” dell'Università Cattolica e membro dei Comitati di redazione delle riviste “Giornale di Storia costituzionale”, “Storia Amministrazione Costituzione” e “Filosofia Politica”. Fa parte inoltre del Comitato direttivo del “Laboratorio di storia costituzionale Antoine Barnave” dell’Università degli Studi di Macerata. Si è occupato dell’elaborazione costituzionale nel periodo rivoluzionario francese (Governo e costituzione. La trasformazione del regime politico nelle teorie dell'età rivoluzionaria francese, Milano, Giuffrè, 1993) e della storia costituzionale della monarchia italiana (Il re d’Italia. Prerogative costituzionali e potere politico della Corona (1848-1922), Milano, FrancoAngeli, 1999). Tra i suoi lavori più recenti Con lealtà di Re e con affetto di padre. Torino, 4 marzo 1848: la concessione dello Statuto albertino, Bologna, Il Mulino, 2003 e Governo, Bologna, Il Mulino, 2003. Attualmente sta concludendo una monografia sul ruolo giocato dalla Corona all’interno del regime fascista.
 
Negli ultimi anni Paolo Colombo ha lavorato sull’impiego in campo storiografico di nuove fonti e nuovi metodi comunicativi: in particolare si è concentrato sul rapporto tra storia e narrazione. Ha sperimentato l’impiego di fonti sonore, visive, letterarie, tanto nel campo della storia delle istituzioni politiche quanto in quello della storia contemporanea.
Ha prodotto diversi moduli narrativi orali su temi storici, avvalendosi anche di testi romanzeschi (Dickens, De Amicis), di canzoni, di supporti filmati e di performance video: in particolare, con la collaborazione del VJ e regista Claudio Sinatti (vincitore tra l’altro del 2001 Netmage Vj Contest) ha ideato la Lezione-progetto Varsavia 1944. La distruzione di una città. Racconto, Immagini, Suoni.
 
 Informazioni 
Dove: Cortile delle Statue, Palazzo centrale dell’Università, C.so Strada Nuova, 65 - Pavia
Quando: martedì 20 maggio 2008, ore 21.00

 
 
Pavia, 16/05/2008 (6685)




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