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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 7282 del 1 dicembre 2008 (1862) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ultraviolet makes me sick
Ultraviolet makes me sick
Il CD in questione è stato pubblicato alla fine di questa primavera, ma solo ora ho avuto occasione di ascoltarlo e ve ne voglio assolutamente parlare.
 
Ho sempre sostenuto che gli Ultraviolet rappresentano una delle realtà musicali più interessanti e brillanti della nostra città e questo disco me lo conferma ancora una volta, rafforzando così la mia convinzione di trovarmi di fronte ad un prodotto che, anche a livello internazionale, non teme confronto alcuno.
 
In questo nuovo CD si respira aria di maturità raggiunta, di consapevolezza meditata, di abilità musicale metabolizzata e messa a frutto senza esibizionismo alcuno.
Ogni nota è pensata ed offerta in maniera naturale, lasciando quel senso di freschezza che li rende godibili anche nei momenti più sperimentali. E se la ricerca sonora è sempre alla base del tutto, il gruppo non teme le scivolate nel pop e vi si abbandona con semplicità e gioia. I riferimenti (e sono tanti) più immediati che la loro musica richiama sono quelli dei Porcupine o degli High Llamas (ma sarebbe meglio dire, per citare le fonti primarie, i primi Pink Floyd e i Beach Boys di Pet Sounds).
I suoni sono bellissimi e il mixaggio è impeccabile (grazie al minuzioso lavoro di Gianmaria Aprile) e il disco si ascolta con vero piacere; e con altrettanto piacere lo si riascolta.
Di questi tempi…non è cosa da poco.
 
Il gruppo si forma come trio nella primavera del 1999 e inizia a ricercare la forma finale del proprio stile musicale attraverso cambi nella formazione, nella scelta degli strumenti e delle sonorità; in questa fase di sperimentazione viene dato spazio alla voce, che verrà subito abbandonata. Il primo Demo/EP strumentale del gruppo viene registrato a cavallo della fine del 1999 e l'inizio del 2000; il risultato è "Ultraviolet Makes Me Sick" che rappresenta il primo punto fermo dell' attività della band. La musica prende la forma di melodie, intrecci e incastri di chitarre e basso supportati dalla batteria, libera di spaziare e impreziosire nelle dinamiche. Da febbraio il gruppo inizia ad esibirsi dal vivo, vince la finale del concorso "Experimenta 2ooo" e finisce sulla compilation del concorso. Nel corso dell'anno viene selezionato per esibirsi alle semifinali della rassegna "5° omaggio a Demetrio Stratos/ Atmosfere Rock" incidendo dal vivo due brani per la compiiation CD del concorso, uscita nel 2001. Negli ultimi mesi dell' anno viene costruito e registrato un secondo EP dal titolo "Soundproof ep".  

I due primi ep della band, senza etichetta discografica alle spalle, ottengono un ottimo riscontro nella scena musicale indipendente Italiana, con ottime recensioni nelle riviste specializzate, e sono notati dall’etichetta indipendente Australiana orientata verso la psichedelia, Camera Obscura Records, che produce il primo disco di UVMMS “Soundproof” nel 2001. La musica è completamente strumentale; molte canzoni si snodano senza l’uso del basso (chitarra/chitarra/batteria). “Soundproof” raggiunge una tiratura di più di 1000 copie (in Italia, Australia, Inghilterra, USA e Europa).

Il secondo disco viene creato nel 2003. La Post produzione, mixing, editing e mastering sono affidati a Fabio Magistrali che aggiunge al disco un suono caldo, aperto e spaziale facendolo suonare molto diverso dal precedente. Il disco vede le prime tracce cantate, interpretate da Andrea Ferraris, membro dei Deep End. Andrea inizia a seguire il gruppo nei concerti dal vivo abbandonando la formula del trio e inserendo il basso in quasi tutti i pezzi sul palco. La musica diventa più lenta e avvolgente su questo secondo disco, una sorta di viaggio psichedelico con molte canzoni semiacusctiche. “No freeway, no plan, no trees, no ghosts…”, secondo disco ufficiale di UVMMS, esce a febbraio 2004 per Camera Obscura, come sempre per il resto del mondo tranne l’Italia dove una etichetta indipendente, Urtovox records, pubblica il gruppo. Gli anni 2004/2005 vedono la partecipazione a molte compilations, la più importante “Song for another place” edita Urtovox/Awful Bliss o le compilation delle riviste Losing Today e Mucchio Selvaggio, un lavoro di incrocio e improvvisazione con la band italiana Sogni Verticali, e l’inizio dei lavori per il terzo album di UVMMS.

Il terzo album del gruppo, registrato e mixato nella camera piena di vecchi specchi di una vecchia cascina da GM. Aprile e L. Monti, è completato nel 2006/2007 con un ensemble di cinque elementi con voce e tastiera, che danno al suono di base dalla matrice rock psichedelico, un gusto pop.

 
Finalizzato e masterizzato ad Amsterdam da Zlaya, “Stuck in the Room full of Mirrors” esce ad inizio 2008 per l’etichetta indipendente italiana Utrovox records.
A quest’ultimo lavoro, oltre ai componenti di base del gruppo (Alberto Anadone -Chitarra, basso, fretless bass, Davide Impellizzeri –Batteria, Gianmaria Aprile –Chitarra, effetti, voce, Andrea Ferraris –Basso, Voce) partecipano anche Umberto Provenzani –Voce,  Andrea Girelli –Tastiere, Sara Poma –Voce,  Simone Fratti –Contrabbasso
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 01/12/2008 (7282)

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