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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 7892 del 15 giugno 2009 (2088) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Fare Festival: ottimo inizio
Fare Festival: ottimo inizio
La decima edizione di Fare Festival è iniziata sotto il segno del “tutto esaurito” per il concerto inaugurale di Magoni & Spinetti che si è tenuto Domenica sera nel cortile del Broletto, a Pavia.
Nonostante la giornata fosse molto calda e afosa, si era creato un giro d’aria tale da rendere la temperatura ideale.
 
Petra Magoni e Ferruccio Spinetti non hanno certo deluso le aspettative del folto pubblico (molti arrivavano anche da Milano) che, in parte sapeva cosa aspettarsi e in parte è rimasto sorpreso dalla bravura dei due.
Istrionica, lei, a volte dolcissima e a volte grintosa e aggressiva; calmo e tranquillo lui, che faceva apparire “tutto facile”, anche quando affrontava passaggi e situazioni che non lo erano per niente, dovendo sopperire con l’unico aiuto del contrabbasso alla mancanza di altri musicisti.
Moltissime le canzoni eseguite in quasi due ore di spettacolo (compresi i bis): da Roxanne dei Police a Una Carezza in un pugno di Celentano, da Non Arrossire di Gaber a Another Brick in the Wall dei Pink Floyd, da Felicità di Dalla a Il Cammello di Virginio Savona (Quartetto Cetra), passando attraverso Blues, Gospel, Jazz, i Beatles di Come Together e un accenno di Disco con I Will Survive. Gran bel concerto.
 
Giovedì 18 sarà la volta di Beppe Donadio. Non perdetevi questo concerto se volete scoprire un ottimo nuovo cantautore, accompagnato da una schiera di splendidi musicisti tra cui anche Ellade Bandini alla batteria e Michele Gazich al violino.
 
The Next New Thing” lo definirebbero all’estero; una rivelazione, un cantautore che esce dagli schemi classici del cantautorato italiano, per riallacciarsi più alla figura del “songwriter” anglosassone. Con una mano sinistra da Elton John e una “penna” degna di un Billy Joel (che, tra l’altro, sono due dei suoi eroi), Donadio serve testi poetici, ironici, graffianti, mai ermetici per il gusto di esserlo ma descrittivi, impressionisti e a volte sintetici, ma intrisi di voglia di comunicare emozioni, stati d’animo, dubbi, perplessità e sofferte certezze.
 
Incompreso dalle Majors per il suo essere fuori dagli schemi commerciali del momento, ha pubblicato due album autoprodotti: "Merendine" (2006), scoperto da Sergio Mancinelli in “Area Protetta”, arriva fino al palinsesto della Radio Nazionale della Svizzera Italiana. Idealmente seguito di "Merendine", “Houdini” (2008) mantiene la stessa struttura “cinematografica” dell’opera prima, con Beppe D., alter-ego del cantautore, alle prese con nuove avventure e disavventure musicali, in un misto di musica, recitazione e “sperimentazione”. Nella tradizione del piano-man, Donadio porta dal vivo le sue canzoni, privilegiando la dimensione del teatro con lo spettacolo “il Numero magico di Houdini”, ritagliandosi un posto di tutto rispetto nel panorama della nuova canzone d’autore italiana (finalista de “L’Artista che c’era”, concorso patrocinato dal Premio Tenco e tra i selezionati di “Musicultura 2009”, ha aperto i concerti di Eugenio Finardi, Pacifico e del cantautore americano Mark Olson).
 
 Informazioni 
Quando: giovedì 18 giugno
Dove: Cortile del Broletto, Pavia

 

Furio Sollazzi

Pavia, 15/06/2009 (7892)

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