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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 7912 del 22 giugno 2009 (1875) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Apprezzati Donadio e Caparezza
Apprezzati Donadio e Caparezza
Continua con successo la decima edizione di Fare Festival.
 
Giovedì scorso abbiamo assistito al bellissimo concerto di Beppe Donadio. A volte mi chiedo se crediate o no alle “dritte” che vi dò. C’erano meno persone di quelle che mi sarei aspettato al concerto. E’ vero: c’era la partita, lo spettacolo al Fraschini e UpPavia nel fossato del Castello…però avreste dovuto essere più numerosi. Quando , un giorno, dovrete spendere magari 60 euro per andarlo ad ascoltare al Forum vi ricorderete dello spettacolo che avete perso al Broletto.
Comunque, il concerto è stato splendido: aiutato da tre ottimi musicisti (che suonano con gente come Bubola, la Mannoia o Guccini), Donadio ha offerto uno spettacolo di grande livello, ricco di buona musica, ironia e momenti lirici ed emozionanti.
Venerdì il tempo meteorologico ha “graziato” il concerto di Caparezza. Grande affluenza di pubblico nel cortile del Castello Visconteo, bell’apparato scenico e spettacolo all’altezza delle aspettative.
Se, musicalmente, non mi ha coinvolto più di tanto (visto il ripetersi dei modi e dei ritmi), ho trovato decisamente interessanti e divertenti i testi, spesso anche molto duri nel fustigare costumi e società; così come ho trovato molto bella tutta la costruzione scenica e il lato “spettacolo” del concerto: dal gorilla al bambolotto gonfiabile al travestimento da Biancaneve di Caparezza.
Inattesa una versione di My Generation degli Who.
 
Un doppio concerto è quello che il festival prevede martedì sera con protagonisti  i Macadam e Boris Savoldelli.
I Macadamsono Ivano Grasselli (voce, chitarre), Betty Verri (voce, chitarra) e Marco Sannella (contrabbasso),  nascono nel 2002 come evoluzione dei Big Time. Tantissime le influenze che vanno dalla musica popolare al rock, dalla canzone d'autore alla musica africana, dal mediterraneo al sud america, dal jazz alla melodia italiana, il tutto con testi in italiano. Le canzoni sono scritte da Ivano Grasselli e arrangiate da tutto il gruppo. Nel 2004 nasce così un mini cd che contiene il lato “semiacustico” della formazione. Dopo l'abbandono di Maurizio Vitagliani e di Nicola Cioce, i Macadam si trasformano in duo, con la chitarra di Grasselli e la raffinata e duttile voce della vocalist Betty Verri, continuando a proporre il proprio materiale originale. Nel 2006 Grasselli viene premiato dall’Associazione “Ragazza di Benin City”, al Salone del Libro di Torino, per la canzone “Metà della Vita”. La vera svolta avviene quando Grasselli si convince ad interpretare personalmente i suoi brani, sfoggiando una più sicura e matura gestione delle proprie capacità non solo di autore, ma anche di esecutore. L’ingresso di Marco Sannella (dopo innumerevoli esperienze, dal R&B al Klezmer al Jazz, già allievo di Julius Farmer e poi del Maestro W.Casali, oggi milita nei Senzapazienza, Gruppo di Teatro-Canzone di Bruno Cerutti) al contrabbasso, apre nuove frontiere musicali e permette a Grasselli di arrangiare diversamente non solo il materiale inedito, ma anche quello precedente.
 
Punta di diamante della sperimentazione vocale in Italia, “delfino” del crooner statunitense Mark Murphy, segue la strada indicata da Demetrio Stratos con la sua ricerca sulla voce, Boris Savoldelli (bresciano, ma per lungo tempo anche pavese) ha “preso il volo” dal trampolino internazionale per riatterrare in Italia, dopo che l’esclusivo ambiente dell’avanguardia newyorkese gli ha “aperto le braccia”, e una tournè (appena conclusa) in Russia ed Ucraina (Mosca, Dubna, Nikolaev, Odessa, Kaliningrad e Kiev).
Continuatore di una tradizione di spregiudicati sperimentatori, che va da Roy Wood (ELO) ad Harry Nilsson, da Demetrio Stratos a Bobby McFerrin, Savoldelli pubblica un album interamente realizzato con la propria voce, senza strumenti aggiuntivi, e con l’ausilio di un looper. Alessandro Ducoli firma tutti i testi dell’album, Mark Murphy regala un suo inedito (In The Seventh Year) e il chitarrista newyorkese Marc Ribot partecipa a due brani. Difficile e complesso da realizzare, incredibile da progettare, Insanology è un disco godibilissimo da ascoltare: un perfetto esempio di semplicità complicata. Il disco ottiene lusinghiere recensioni che porteranno Boris ad esibirsi, nel settembre 2008, in compagnia del chitarrista Elliott Sharp, al mitico The Stone di New York, storico locale di musica d'avanguardia della Grande Mela il cui direttore artistico è John Zorn che, visti i risultati, si congratula con il “nostro” Boris. Dall’incontro ne esce il disco Protoplasmic, per la Newyorkese Moonjune. Boris è stato invitato a Fasano Jazz 2009, insieme ai Gong e al il tributo ai Weather Report di Miroslav Vitous.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 22/06/2009 (7912)

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