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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 8049 del 7 settembre 2009 (8981) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sapori e Profumi degli Esperidi
Sapori e Profumi degli Esperidi
Con il nome Esperidi sono usualmente indicati i frutti degli agrumi appartenenti alle specie del genere Citrus, ovvero arance, limoni, pompelmi, mandarini.
 
In mitologia le Esperidi erano ninfe - nella più accreditata delle ipotesi figlie di Atlante ed Esperide (altre le considerano progenie di Teti e Oceano o Zeus e Temi) - che, su di un’isola oltre i confini occidentali della terra abitata, possedevano un meraviglioso giardino in cui avevano il compito di custodire il prezioso albero dei “pomi d’oro”, un dono che Gea (o Gaia, dea primigenia della Terra) fece ad Era per le sue nozze con Zeus.
Per garantirne la sicurezza, Era aveva posto nel giardino Ladone, un drago le cui cento teste urlavano emettendo cento orribili tonalità diverse contro chiunque si avvicinasse all’albero…
 
Elios, divinità del sole, aveva però libero accesso al giardino poiché, terminato il suo corso quotidiano, scendeva qui a riposare durante la notte, lasciando i cavalli del suo carro a pascolare. Anche per questo le Esperidi vengono spesso ricordate come ninfe del tramonto (quando i colori che assume il cielo ricordano, appunto, quelli di un melo carico di frutti dorati).
 
L’undicesima delle ben note dodici fatiche di Ercole (Eracle per i greci) imponeva che egli dovesse recuperare proprio le mele delle Esperidi. Per farlo, egli chiese allo stesso titano Atlante di andarle a raccogliere per lui: in cambio dei frutti, l’eroe dalla forza sovrumana avrebbe sorretto la volta celeste al posto di Atlante, che perennemente svolgeva il gravoso incarico poco distante dalla terra delle figlie. Atlante, uccise Ladone e tornò col dorato bottino ma, al ritorno, si rifiutò di riprendere il suo posto. Ercole, fingendo comprensione, chiese al titano di riprendersi il suo carico solo per il tempo necessario a confezionare un cuscino da mettersi sulle spalle… Atlante accettò e lo scaltro Ercole, agguantate le mele d’oro, fuggì trionfante.
 
Altri mitografi riportano che fu, invece, Eracle ad uccidere il drago scoccando una freccia al di sopra delle mura del giardino, fatto sta che la leggenda vuole che rimaste sole, senza la compagnia di Ladone, le ninfe incominciarono a piangere e a lamentarsi per aver perduto i preziosi frutti, tanto che nel loro dolore furono trasformate ciascuna in un albero comunemente noto come emblema di tristezza: pioppo nero, salice e olmo. Solo quando i frutti d’oro ritornarono ai legittimi proprietari (Zeus ed Era), vennero tramutate in piante d'agrumi - arancio, limone e mandarino - trovando filnalmente pace.
 
A onor del vero, l’ipotesi che i pomi fossero arance è stata da tempo abbandonata perché l’arancia venne introdotta in Europa solo nel 1300, quindi gli antichi Greci non potevano conoscere questo frutto originario dall’Oriente (dalla Cina l’arancia dolce, dall’Asia Minore l’arancia amara). Va detto, tuttavia, che i botanici, riferendosi al mito delle Esperidi, chiamarono esperidio un particolare frutto (o meglio una bacca) che distingue le specie del genere Citrus dalle altre della famiglia delle Rutacee.
 
A queste speciali e leggendarie bacche, gli Amici dell’Orto Botanico dedicano la manifestazione Sapori e Profumi degli Esperidi che, in programma per domenica prossima nell’ambito delle iniziative “Intorno al Festival” (dei Saperi 2009), sarà l’ultima delle aperture al pubblico dell’orto organizzate dall’associazione, che coglierà infatti quest’occasione per premiare i vincitori del concorso fotografico “Orto Botanico Amico Mio”.
 
In programma un’esposizione incentrata non solo sugli agrumi più noti ma anche su altre varietà e sugli ibridi antichi e moderni, veri raggi di sole che arrivano in pieno inverno sulle nostre tavole. Allestita nel chiostro, la mostra sarà corredata da cartellonistica e materiale didattico-scientifico relativo al tema in questione, nonché da composizioni di agrumi realizzate dai soci. Protagonisti anche gli agrumi in cucina con ricette, piatti, liquori e dolcetti.

Sempre nel chiostro le pittrici Daniela Passuello e Marcella Rossi esporranno i loro acquarelli, mentre sarà in Aula Magna che (alle 15.00) si terrà la conferenza a cura della prof.ssa Luigia Favalli, docente di farmacologia applicata e tossicologia presso il nostro ateneo, “Di tutto un po’ sugli agrumi”.
Sono inoltre previsti, oltre all’immancabile visita guidata dell’Orto (ore 16.00), un laboratorio sul tema “Gli agrumi” (dalle 16.00 alle 17.00) e un laboratorio di “Cosmetologia degli agrumi”, svolto dalla dott.ssa Paola Perugini (dalle 17.00 alle 18.00).
 
infine, nella piazzetta S. Epifanio, il consueto mercatino proporrà: piante d'agrumi, agrumi su tela, essenze e articoli vari inerenti al tema.
 
 Informazioni 
Dove: Orto Botanico dell’Università di Pavia, ingresso da Via S. Epifanio, 14
Quando: domenica 13 settembre 2009, ore 10.00-12.30 / 15.00-18.00
Partecipazione: ingresso e visita all’Orto saranno gratuiti
Per informazioni: la segreteria dell’Associazione è aperta il mar. e gio. dalle 10.00 alle 12.00 e il mer. dalle 15.00 alle 17.00; tel. 0382/22534 - e-mail: pavia@amiciortobotanico.it
 

Sara Pezzati

Pavia, 07/09/2009 (8049)

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