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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 8380 del 29 dicembre 2009 (2153) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La Battaglia di Pavia
La Battaglia di Pavia
Già protagonista di una mostra, con lo stesso titolo arricchito da approfondimenti storici e di costume,  “Dal quaderno del cauto osservatore della battaglia di Pavia” altrimenti detta "Dev'essere finita: non passa più nessuno", è diventato un libro edito da Pime, scritto in italiano con traduzione in inglese, da Marco Giusfredi, Luigi Casali e Andrea Spada.
 
Il libro racconta un pezzo della storia pavese, che vide coinvolta la città di Pavia nel 1525 nella lotta tra Francia e Spagna, con il famoso episodio della cattura di re Francesco I di Francia, ma lo fa in un modo un po’ diverso dal solito.
 
Non aspettatevi quindi un “mattone” storico, tutt’altro, la pubblicazione mescola sapientemente arte grazie alle tavole di Marco Giusfredi che rivisita, in maniera personale e forse da altri ancora non esplorata, la cronologia della Battaglia di Pavia e le figure di alcuni suoi protagonisti, riferimenti storici, con i testi dello studioso Luigi Casali che commenta le tavole focalizzandosi soprattutto sui comportamenti umani di tutti i protagonisti (dal re al semplice contadino) cercando di individuarne il carattere piuttosto che l’aspetto meramente storico, curiosità e racconti che Andrea Spada, giornalista appassionato di storia, traccia attraverso la descrizione di diversi personaggi, veri o immaginari, spettatori “più o meno inconsapevoli di un momento storico importantissimo, personaggi spontanei nella loro quotidianità, diversi nelle vicissitudini ma uguali nella risolutezza di resistere e sopravvivere agli eventi
 
Più che un libro da leggere è un libro da guardare con le sue oltre cinquanta tavole, che conducono il lettore attraverso la Battaglia di Pavia, dall’assedio alle trattative per la liberazione dell’illustre prigioniero, con simpatici ritratti dei protagonisti, citiamo Francesco I, Carlo V, Ferdinando Francesco d’Avalos, marchese di Pescara, ma anche il mercenario (professionista della guerra) l’archibugiere (l’umile protagonista), il soldato e il contadino, non tralasciando nemmeno un riferimento al moderno gossip, con le tavole intitolate Clara Visconti e il Re, Giulia del Maino a Pizzighettone? e Una ragazza sconosciuta alla ricerca di un po’ di luce, sulle note virtù amatorie del sovrano francese.
 
La bella pubblicazione si conclude con una riflessione, quanto mai attuale, sulla guerra e la condizione della stupidità umana: “Generalmente lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, così come l’uomo che da millenni s’avventura in guerre e battaglie, incapace di correggersi”.
 
 Informazioni 
 

Valeria Hotellier

Pavia, 29/12/2009 (8380)

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