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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 8464 del 4 febbraio 2010 (2597) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I Rude Mood e il Capodanno irlandese (II parte)
I Rude Mood e il Capodanno irlandese (II parte)
Eccomi qui, a raccontarvi la seconda parte delle avventure all’estero di una delle “nostre glorie” pavesi, il gruppo blues dei Rude Mood, attraverso il racconto dal chitarrista Paolo Terlingo.
Finito il concerto di Capodanno, il gruppo viene contattato per un altro paio di concerti…
 
“Quando ho chiamato Ray del "De Barra's Folk Club" per farci suonare il primo di gennaio avevo qualche dubbio. In Italia il primo giorno dell'anno non esiste.
Sveglia pomeridiana. Qualche cento caffè. Mal di testa formato famiglia... Ray se la ride e mi dice che per lui è ok. Ottimo.
Il De Barra's poi è un posto in cui volevo far mettere piede ai Mood già da quest'estate. Sta in Clonakilty, il misterioso paesino in cui si rifugiò Noel Redding (il bassista di Hendrix) dopo la sbornia con gli Experience. Qui diventa l'eroe locale suonando regolarmente con la Noel Redding Band al "De Barra's", oggi un fumoso pub con palco di tutto rispetto.
L'ospitalità irlandese mi lascia ancora di sasso.
 
Il giorno dopo De Barra's dobbiamo percorrere un duecento chilometri e raggiungere Dungarvan per suonare l'ultima gig di questo minitour.
Il posto è il leggendario Seananchai, dove quest'estate abbiamo registrato la maggior parte del live (che a casa stiamo mixando furiosamente)”.
(ndr. Il disco potrebbe essere pronto per i primi di marzo)
 
“Il posto è magico. L'arrivo è previsto per le sei di sera, ma ci giungiamo a mezzogiorno.
Margaret ci offre subito un pranzo da giorno del giudizio. Poi ci apre casa sua e ci lascia macerare per quattro ore in un pomeriggio di tiepido sole irlandese.
Verso le otto di sera, arrivano un paio di amiche italiane (stanno girando l'Irlanda in un autentico Guinness tour). Le andiamo a prendere e per cena Mag ci imbastisce una tavolata che nemmeno mio nonno buonanima. In serata il posto si riempie all'inverosimile: c'è perfino un birthday party.
Prima di iniziare, la festeggiata mi dice qualcosa che suona come "... fammi ballare, figliolo" ... e io l'accontento. Ma non mi ci vuole molto visto che sta già ballando mentre accordo la chitarra. Due minuti e li trascina tutti in pista. La cosa va avanti per svariate ore. La donnina compie settant'anni.
 
A fine serata Mag e suo marito (il fantastico little-John) ci intrattengono con Jameson e Guinness fino all'alba. Quando alle cinque ci accorgiamo che qualcuno (io e il ciuka) deve portare le due italiane al loro albergo, Maggie (bella serena) mi fa "... qui non guida nessuno, gente", mentre serve un paio di Murhpy. "Le ragazze dormono da noi"... e tira fuori le chiavi di una casa vuota vicina-vicina alla nostra. "Li dentro non c'è nessuno.. .notte, gente. Beviamo la staffa?"
 
Il giorno successivo il piano è serrato: va riportato il furgone da Kelly (o da Yvonne?) a Kilkenny, va preso un autobus per Dublino, un taxi per l'aeroporto, un aereo per Bergamo.
Scesi in Italia, per strada ci fermiamo a un grill per un caffè di ordinanza. Per pagare svuoto le tasche e per terra mi cade qualcosa... le chiavi del furgone di kelly (o di yvonne?) parcheggiato alla stazione degli autobus (a Kilkenny)!
Telefono disperato al mio uomo. Il furgone doveva essere ritirato immediatamente per finire nelle mani di una band che iniziava un tour analogo al nostro. Sono disperato.
“...p...p ...pronto Derek...s', Ciao. Paulo speakin...”
“So tutto. Tranquillo. Non hai lasciato le chiavi alla stazione... e che problema c'è? Ne ho una seconda copia. No panic, man. Ciao. Salutami la banda. Alla prossima” clic.
... gli irlandesi!
 
Anche questa avventura si è conclusa nel migliore dei modi (o dei Mood, per fare una battutaccia).
Aspettiamo le prossime.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 04/02/2010 (8464)

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