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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 8692 del 16 aprile 2010 (2756) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Vintage di primavera
Vintage di primavera
C’è sempre più aria di nostalgia nel mondo della moda che questa primavera ci introduce in una vera e propria tendenza nella scelta di capi rigorosamente vintage.
Il vintage sembra essere diventato il segreto, il punto da cui partire e trasformare attraverso un’attenta e capillare fase di revisione e di correzione i capi della moda che fu.
Possedere un capo vintage è diventato indispensabile per essere più glamour e al passo con le ultime tendenze che in questa primavera si rifanno allo stile classico e molto chic di Maria Callas e di Jacqueline Kennedy.
Due grandi donne che con estrema disinvoltura e naturalezza hanno indossato capi conferendogli un ruolo di status symbol e facendoli passare alla storia.
 
Riprendiamo dall’armadio le giacche corte, con manica a tre quarti facili da indossare perché adatte ad ogni tipo di abbigliamento (jeans, gonna, calzoni elasticizzati, abiti ecc.) e situazione. Le tinte predominanti sono il nero, il marrone oppure il beige e il kaki per un fedele richiamo al passato.
 
Per la scelta di un capo vintage non esiste un periodo specifico di riferimento, si spazia nel tempo a ruota libera a seconda del proprio personalissimo stile, dal reggiseno a cono che ha sottolineato le forme della mitica Barbarella, riproposto oggi da diverse case di moda, allo stile charleston con abiti a tutù e decori, ai romantici abitini in sangallo, alle gonne a corolla, ai foulard velati, agli zoccoli in stile olandese, alle fantasie a fiorellini, ai jeans a zampa d’elefante, agli occhiali da sole Ray Ban infine al classico trench Burberry.
 
Nuova attenzione anche per l’uomo che incuriosito ha iniziato a pescare abiti del passato, classici e tradizionali direttamente dal guardaroba o dai bauli di nonni e genitori.
Molto ricercati gli abiti doppiopetto, le giacche di tweed, le cravatte, le calzature e le camicie inglesi super classiche di marchi importanti che ci garantiscono stile e qualità in un unico capo.
 
Per quattro giorni, da giovedì, il Castello di Belgioioso si trasformerà nella più importante e fornita vetrina di vintage d’Europa. Al Next Vintage partecipano circa 55 espositori provenienti da diverse regioni italiane, con le loro migliori proposte moda e accessori in un percorso che alterna epoche per una scelta ampia ed esclusiva.
 
Mostra collaterale all’edizione della primavera 2010 è “Linsostenibile leggerezza del collezionismo” dedicata alle collezioni di Tiziana Serretta Fiorentino, una tra i più grandi collectors di abiti e accessori vintage d’Italia e del mondo.
 
Palermitana d’origine, da circa 20 anni dedica completamente la sua vita al collezionismo, in particolar modo agli abiti Vintage, ai gioielli design che spesso ama indossare e mescolare. A differenza di tanti collezionisti, Serretta Fiorentino non è gelosa dei gioielli che possiede, al contrario, è convinta che l’esigenza primaria per un vero appassionato risieda nella scoperta, nello studio filologico dell’oggetto in sé.
Soprattutto le piace portare alla luce e divulgare l’opera di artisti capaci di fare scoprire a un certo mondo femminile che nell’universo dell’haute joaillerie non esistono solo i vari Cartier, Boucheron, Van Cleef, ma anche tutta una teoria di vibranti figure di scultori, di artefici magici, di visionari e precursori. Le invenzioni surreali di Cocteau, Franco Cannilla, che collaborò con la migliore leva artistica italiana tra i tardi '40 e i primi ‘70, il talento metamorfico dell’inglese Andrew Grima, il segno stilizzato e geometrico di Spalla e Cavalli. Un arazzo di personalità peculiari e innovative, talvolta legate ai maggiori creatori di moda nei decenni centrali del Novecento, come Champoin per Dior o Cazzaniga, autore di straordinari evocativi manufatti per gli atelier romani di Irene Galitzine e delle Sorelle Fontana, oppure la stessa Mila Schon, la sua vocazione alla sintesi astratta, pura. Una vicenda creativa irripetibile, sfaccettata, superba.
 
Attraverso il suo gruppo di abiti scelti tra 7.000 per la mostra, Tiziana Serretta Fiorentino evoca l’immaginario degli anni ‘60, narrandone per segni lievi e significanti il tessuto connettivo delle cadenze culturali, estetiche e sociali. Il tracciato che disegna, si snoda per libere associazioni, contrasti e assonanze attraverso alcuni meravigliosi couturiers-mito, quali Christian Dior, l’hidalgo iberico Cristobal Balenciaga, Emilio Pucci, Iole  Veneziani, l’indimenticabile Hubert de Givenchy di Bettina Graziani e soprattutto della fragile e bellissima Audrey Hepburn in Sabrina e Insieme a Parigi. Poi Lanvin, Roberto Capucci, l’intellettuale sperimentalismo branché del grande Yves Saint Laurent. Oltre 25 abiti, specie robes grande soirée, una giostra abbagliante e policroma che rispecchiasse l’irripetibile glamour di quel tempo, ma anche la sostanza, la capacità creativa di un mondo votato al lusso e a un’eleganza praticata quasi in forma d’ascesi. Un cosmo scandito da figure di donne colte, illuminate, eccentriche.
Donne del gusto che diventavano muse esigenti e al contempo ispiratrici in prima persona di artisti estremamente consapevoli, qualche volta fino alla nevrosi e all’autodistruzione, della loro maestria e della loro responsabilità ermeneutica. 
 
 Informazioni 
Dove: Castello di Belgioioso
Quando: dal 22 al 25 aprile 2010, orario continuato dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso: biglietto intero 9,00 € - ridotto 6,00 €
Per informazioni: Ente Fiere dei Castelli di Belgioioso e Sartirana, tel. 0382/970525, e-mail:   info@belgioioso.it
 

Comunicato Stampa

Pavia, 16/04/2010 (8692)




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