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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 8932 del 29 giugno 2010 (2725) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Quando eravamo tutti Balilla
La copertina del libro
Verrà presentato sabato il terzo libro storico su Valeggio Lomellina, “che abbraccia il decennio 1930-1939: periodo fondamentale e cruciale nella storia d’Italia e del nostro piccolo borgo" – scrive il sindaco Fabrizio Crepaldi nella prefazione –.
 
Quando eravamo tutti Balilla”, così s’intitola il libro che prende vita dalle righe degli atti amministrativi comunali "che l’amico Umberto De Agostino, ancora una volta, con pazienza certosina ha rinvenuto, catalogato, esaminato e scelto per fornirci uno spaccato di Piccola Italia”,
rievoca dunque molti fatti storici e aneddoti della Valeggio Lomellina in camicia nera.
 
Nonostante l’economia del paese rimanga sostanzialmente rurale, il decennio porta con sé diverse novità che cambiano la vita quotidiana degli abitanti: su tutte è d’obbligo citare l’istituzione dell’asilo infantile, struttura affidata, dopo non poche traversie, alla gestione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Regina Pacis di Mortara, che accudiranno i figli dei contadini e delle mondariso.
 
Un capitolo è così dedicato all’“Ingresso trionfale per le Suore Pianzoline, evento rimasto memorabile per la comunità e, ancora oggi, i depositari della memoria storica rievocano con emozione quel giorno di inizio gennaio di ‘35.
Accanto all’asilo nasce “Una nuova scuola elementare”, che resterà il luogo principale per l’educazione dei fanciulli valeggesi. Le classi miste saranno quattro fino al 1938, quando l’ispettorato scolastico di Pavia introdurrà la quinta elementare, fino ad allora attivata solo nel limitrofo paese di Ottobiano.
 
Le trasformazioni più significative - riportate nel capitolo “Cimitero e telefono le altre novità -saranno registrate nella zona nord del paese: oltre al palazzo scolastico, che accoglierà anche gli uffici municipali, qui sarà chiuso il cimitero comunale costruito alla metà dell’Ottocento. Nel 1933 il Comune individua un’area verso Ottobiano, quella in cui tuttora sorge il camposanto, denominata campo del Marchese. Il 15 febbraio 1931 entra in funzione il “centralino” telefonico pubblico, che il Comune affida a Carlo Rategni (1883-1971). È un’autentica rivoluzione nel modo di comunicare: si pensi che prima dell’arrivo della STIPEL, la società telefonica del Piemonte e della Lombardia, per trasmettere affari personali o comunicazioni di lavoro a persone residenti fuori paese i valeggesi dovevano affidarsi a parenti o amici oppure utilizzare l’artificioso telegrafo.
 
L’elemento caratterizzante della vita comunitaria è il fiorente, soprattutto se paragonato a quello attuale, mondo del commercio e dell’artigianato. Il settore terziario è un pullulare di negozi, di esercizi commerciali e di attività imprenditoriali quasi sempre a carattere familiare, da cui si serve l’intera comunità valeggese. “Andiamo a fare la spesa da…” ripropone la mappa completa di questo microcosmo, ricordando alcune figure che hanno fatto la storia di Valeggio Lomellina e che sono rimaste nella memoria collettiva, fino a oggi.
 
Passando per i divertimenti, tra i quali ballo è lo svago più diffuso (gli anziani di oggi celebrano ancora la gara di ballo in cui si metteva in palio un salame crudo), il lettore viene poi condotto “Verso la catastrofe”, un capitolo che dai venti di guerra che iniziano a soffiare impetuosi nella seconda metà degli anni Trenta arriva all’ingresso nella Seconda guerra mondiale.
 
 Informazioni 
La presentazione
Dove: scuderie del castello di Valeggio
Quando: sabato 3 luglio 2010, ore 11.00

 
 
Pavia, 29/06/2010 (8932)

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