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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9106 del 27 settembre 2010 (1775) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
E bravo Piero!
E bravo Piero!
Nonostante il palco sia stato ultimato sotto la pioggia e il tempo non lasciasse presagire niente di buono, alla fine le nuvole si sono diradate e il Concerto del Cuore si è tenuto regolarmente.
 
A causa di comunicazioni non chiarissime, non avevo capito che il concerto era, in realtà, un intero concerto del solo Drupi con alcuni ospiti. Quindi, anche la regia dello spettacolo era sua.
Se anche ci sono stati alcuni inconvenienti tecnici (dovuti ai ritardi creati dal maltempo, ma gli addetti del service hanno fatto miracoli), ritengo che quello di sabato sera sia uno dei migliori concerti di Drupi a cui io abbia mai assistito.
 
Semplice, molto “suonato”, cantato con naturalezza e convinzione, privo di alcune ridondanze negli arrangiamenti che, ogni tanto, caratterizzavano il suono di Drupi sul palco, lo spettacolo è scivolato via con lievità, condito con ironia (ma non eccessivamente caricata), scandito dalle presenze di ospiti graditi e “di livello”: Luca Napolitano e Donato Santoianni, pur dovendo usare basi pre-registrate, hanno dato buona prova di sé, sostenuti da un’accanita tifoseria di giovanissime.
 
Ron, come sempre, si è dimostrato quel gran cantante che è, regalando quattro canzoni di grande impatto (Piazza Grande, sopra tutte, eseguita proprio nella piazza che ne ha ispirato il testo); ha anche elogiato Drupi (che ascoltava per la prima volta dal vivo), sottolineando il fatto che è uno dei pochi che, pur avendo alle spalle una lunga carriera musicale, dimostra ancora convinzione in quello che fa e voglia ed entusiasmo nel cantare.
 
Irene Fornaciari è stata una sorpresa: proprio brava! Con l’aiuto di solo un chitarrista acustico (ma che bravo, però) ha offerto personali versioni di canzoni conosciutissime come “Emozioni” di Lucio Battisti, riproposta con grande intensità emotiva.
C’è stato un intervento anche del sindaco Cattaneo e un videoclip mandato da Gerri Scotti, dallo studio di Chi vuol essere Milionario.
 
Drupi, come dicevo all’inizio, ha raffinato il suo esserenaif”, eliminando quasi del tutto le battute in dialetto pavese, sublimando la semplicità e la schiettezza del suo rapporto con il pubblico, senza rinunciare alle frecciate al vetriolo sul rutilante mondo della canzone che l’ha sempre tenuto un po’ ai margini.
Ha introdotto l’uso del “tormentone” come gag ricorrente per riempire i vuoti: le diatribe con il tecnico che non gli cambia la chitarra o non gli porta il seggiolino (“… da quando è stato con Minghi, è andato fuori di testa”), creando quella sorta di complicità con il pubblico nel costruire lo “sfottò” ricorrente, che porta inevitabilmente alla risata.
Come asserisco nel titolo “Bravo Piero! Veramente un bel concerto!
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 27/09/2010 (9106)

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